Circolo Fotografico Scledense BFI

Ucraina-Italia e ritorno

Oggi tutti i riflettori sono puntati su quello che succede in Ucraina e viene manifestata una straordinaria solidarietà nei confronti del popolo ucraino. Non è la prima volta.

Una nuovola radioattiva

La notte del 26 aprile 1986 reattore nº 4 della centrale nucleare di Černobyl’, Ucraina, viene effettuato un test di sicurezza e viene ridotta la potenza del reattore, un test di routine ripetuto infinite volte, questa volta però il rinvio del test di 10 ore e il subentrare di una nuova squadra di manutenzione, portò a mal interpretare i dati della centrale e alle ore alle ore 1:23:45 locali una nuvola di materiale radioattivo fuoriuscì dal reattore nº 4 e ricadde su vaste aree intorno alla centrale, contaminandole pesantemente. Gli incendi delle strutture ebbero effetti catastrofici di inquinamento atmosferico.

La nuvola radioattiva attraversò i cieli europei. La popolazione di Prypjat, presso il reattore, venne caricata totalmente in 1100 autobus ed evacuata (troppo tardi secondo le opinioni degli esperti). Oltre centomila persone vennero evacuate in tutta l’area, ma vi furono conseguenze sulla salute di decine di migliaia di bambini sulla cui tiroide si era accumulato iodio radioattivo.

Vacanza di salute

Gruppo “Progetto Chernobyl” a Caltrano con Iryna

Molti paesi europei ed extraeuropei (ad esempio Cuba) promossero l’iniziativa della “vacanza di salute”, garantendo cibo ed aria sani presso famiglie volontarie per piccoli ucraini a rischio di tumore alla tiroide da contaminazione radioattiva.

L’Italia fu in prima linea nell’aprire le porte ai bambini ucraini e bielorussi, che arrivavano regolarmente un mese d’estate e uno a Natale, e anch’io e mia moglie Giuliana aderimmo al progetto.

Iryna

Fu così che conobbi Iryna.

Aveva solo otto anni, ed era più matura dei bimbi della sua età: inizialmente disorientata e un po’ impaurita, ma soprattutto triste, specie la sera quando era ora di andare a dormire senza la mamma a darle la buona notte. Mi chiedevo quanto coraggio doveva avere questa donna per affidarla a perfetti sconosciuti: d’altronde uscire dal paese era forse l’unico modo per limitare i danni causati dalla radioattività, e quindi facevano tutti un atto di fede.

Iryna era alla sua seconda esperienza in Italia. L’anno prima era stato per lei un vero disastro, affidata a persone molto anziane e rigidissime; però volle riprovare, e con noi funzionò meglio, anche se all’inizio non fu per niente facile, e alla fine del periodo ci chiese se poteva tornare.

Imparò l’italiano

nel giro di due-tre anni. Ora vive in Canada con tanto di cittadinanza, laureata, sposata e mamma di due adorabili bambini. E’ venuta regolarmente da noi per dieci anni consecutivi, fino alla maggiore età. Anche noi siamo stati in Ucraina per ben tre volte, ospiti della sua famiglia, con cui abbiamo un bellissimo rapporto. Quanto a Iryna, credo abbia dato a noi ben più di quanto noi le abbiamo offerto. Tre anni fa è ritornata a trovarci con il marito e il primo figlio Marc, e anche noi eravamo stati in precedenza suoi ospiti a Toronto dove vive.

Cherkasy

L’Ucraina era veramente il granaio d’Europa con le sue sconfinate distese di campi coltivati a grano e girasoli. Iryna abitava a Cherkasy, una città di 200.000 abitanti a due ore di strada da Kiev verso l’interno del paese: al momento Cherkasy è stata risparmiata dai bombardamenti, ma molti abitanti, compresi i familiari di Iryna, se ne sono andati. Tre settimane fa anche la sua nonna è arrivata in Italia, a Spinea presso la zia di Iryna che vive e lavora in questo centro del veneziano.

Alla scoperta dell’Ucraina

Girovagando per l’Ucraina ci siamo resi conto che il paese era veramente proiettato verso l’occidente, ed aspirava ad uno stile di vita molto simile al nostro: posso perfettamente capire perchè stiano facendo questa incredibile resistenza, disposti a morire pur di non ritornare tra le braccia del totalitarismo russo.

La capitale Kiev ha già subito pesanti bombardamenti, che per il momento hanno risparmiato il centro storico, i suoi monumenti e le sue splendide chiese ortodosse, come lo straordinario complesso del Monastero delle Grotte.

Un reincontro

Iryna l’ho sentita recentemente in videochiamata: era sollevata perchè tutta la sua famiglia è ora in salvo, ma molto disperata per questa assurda guerra che ha già procurato migliaia di vittime innocenti e disintegrato parte del paese. Ci siamo augurati di vederci da qualche parte in vacanza appena possibile, covid e guerra permettendo. Speriamo presto.


testo e foto di Paolo Tomiello

Informazioni su cfschio

Un commento su “Ucraina-Italia e ritorno

  1. Giancarlo Torresani
    12/04/2022

    Una “bella” storia, questa di Giuliana e Paolo che ringrazio per averla condivisa. Buona Luce!

    "Mi piace"

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