Circolo Fotografico Scledense BFI

Fiori di campo

Un ragazzo a petto nudo seduto su una vecchia bici, sullo sfondo una casa rappezzata messa assieme con materiali di recupero. Tutto attorno erbacce e fango.

Siamo in un campo Rom a Palermo, uno di quei luoghi che ci sono più sconosciuti di una base militare. Un campo recintato che guardiamo da distante di corsa sanza fermarci, sentendoci quasi in pericolo solo ad avvicinarci.

Marina Galici ha oltrepassato il confine.

È arrivata così vicina da guardarli negli occhi, grandi come sono quelli di un bambino, in modo così naturale da non essere notata quando le donne conversano tra loro o quando in giovani stringono patti.

Ci porta le immagini di vita quotidiana, della capra pronta da macellare, dei cani che cercano l’ombra sotto il sole di Palermo, della giovane adolescente con una corona di fiori, dei bambini che vorrebbero scattare una foto anche senza macchina.

Incontro con Marina Galici

Abbiamo deciso di incontrare Marina Galici perché ci racconti della sua esperienza di donna, prima che fotografa, che ha frequentato il campo ROM di Palermo per otto lunghi anni prima che il campo venisse chiuso.

Ora che la pandemia ci ha insegnato a utilizzare il meglio di Internet è possibile farlo a distanza ognuno da casa propria e Marina da Palermo.

L’appuntamento è per venerdì 11 marzo alle ore 20:45

L’incontro è aperto a tutti, soci e non soci.

I soci riceveranno l’indirizzo per collegarsi qualche giorno prima.

Chiunque sia interessato può richiedere il link scrivendo a info@circolofotografico.it

Si prega di richiedere il link entro giovedì 10.


Il progetto fotografico “Fiori di Campo

… ebbe inizio il 6 maggio del 2011 e si concluse definitivamente ad aprile del 2019 con lo sgombero del campo, ma divenne un vero e proprio progetto solo in itinere. L’occasione giunse casuale per invito d’una donna Rom a partecipare alla festa “l’Ederlezi” entro il campo nomade, la Favorita, di Palermo. Entusiasmo, curiosità, adrenalina ed empatia furono gli ingredienti emozionali che suggellarono quel primo contatto con l’etnia Rom, seguiti da un’imprevedibile commozione, meraviglia e innamoramento dinanzi lo scenario d’un popolo tanto sconosciuto quanto gioioso, naturale, spontaneo che meritò immediatamente l’appellativo di – fiori di Campo; dove il lemma “campo” veniva volutamente declinato sia nel significante – campo-ghetto – sia nell’antitetico – campo-spazio libero. Il reportage di quel giorno fu veicolato interamente dall’emozione senza né filtro né intento programmato dalla fotografa, ma che paradossalmente fissò e definì nel tempo il progetto stesso in un difficile ma catartico percorso interculturale.

L’obiettivo che strutturò il progetto fotografico divenne quindi lo “scambio”, ovvero riuscire, attraverso le immagini di testimonianza e poesia del quieto vivere e drammatico sopravvivere di questo popolo oppresso dalla segregazione razziale, a trasmutare ogni infondato preconcetto, giudizio discriminante e zingarofobo nei loro riguardi, a favore d’una conoscenza reale, culturale e antropologica di questo misterioso e misconosciuto popolo gitano.


Marina Galici

nasce a Palermo nel 1965, ma l’infanzia e l’adolescenza le trascorre ad Agrigento. E fu proprio entro questo avvolgente panorama sulla Valle del Mandorlo, evocante ora la mitologica antica Grecia ora le multiple maschere identitarie pirandelliane che inizia ad emergere naturalmente e a rivelarsi la sua indole alla poesia.

All’età dei vent’anni, affascinata dalle potenzialità sinottiche dell’immagine fotografica al fine dell’osservazione, della ricerca del sé, quanto della conservazione della realtà emozionata ed indagata, s’approccia ai primi studi sulla fotografia analogica e sullo sviluppo in camera oscura. A Siracusa, dove abitava allora, furono i vicoli d’Ortigia e le scene tipiche del porticciolo quelle a cui dedicò la sua attenzione, allenando l’occhio alla composizione fotografica e al raffronto tra l’esercizio meccanico e la percezione visiva.

Continuò, al suo rientro a Palermo, a frequentare ulteriori corsi, passando dall’analogica alla dimensione digitale. Palermo, città natale ma sconosciuta, fu la nuova cornice. Caotica, complessa, altamente contrastante e contrastata.

La foto di strada, sociale, politica e di denuncia divenne naturalmente il tema preminente della sua fotografia.

Il bianco/nero, con le intermediarie scale di grigi, divenne la scelta di colore, dallo sguardo interiore alla foto finale.

Della sua fotografia solitamente è stata solita dire: – fotografo come scrivo e scrivo come fotografo. Lasciando al simbolo, al segno, alla parola sottesa, l’impronta inconfondibile d’ogni sua vibrazione emozionale e poetica. Ragion per cui, dei suoi reportage ne ha sempre denunciato un’eresia ricorrente, quella della sua invadente sensibilità e reattività empatica al soggetto, per cui non più un riportare asettico e di esclusiva testimonianza della scena, piuttosto un riportare sé a dibattito con il tema trattante e i suoi attori, in un lavorìo continuo di ricerca e conoscenza al di là del visibile. Rivelando una fede salda e coerente più verso il suo terzocchio che ai dogmi e comandamenti insiti nella disciplina fotografica.

Ha sviluppato vari temi, tra i più consolidati da citare quello sulla “donna”, ripresa in varie espressioni e modalità, da scatti carpiti casualmente per strada o nel suo quotidiano operare, a scatti progettati in studio, dove sempre viene sottesa a vari livelli un’esplicita denuncia verso la cultura patriarcale e le sue variegate ricadute dispotiche sull’esistenza e identità della donna.

Come quello, curato nell’arco di otto anni, rivolto all’etnia Rom, realizzato proprio dentro i campi-ghetto, con l’intento di sensibilizzare la società civile alla consapevolezza dell’abuso e discriminazione ingiustamente esercitata su questo popolo e a tentare di sovvertire i falsi pregiudizi e gli stereotipi zingarofobi su loro.

Segue un annoverare dei diversi premi fotografici in cui si è distinta e le varie mostre personali o collettive che ha realizzato negli ultimi anni.

PREMI

  • Maggio 2017/ Menzione Speciale, “Concorso Guido Orlando” – Cinisi (PA) [in giuria il fotoreporter Tano D’Amico]
  • Marzo 2016 /Attestato di merito al Concorso fotografico “ComeSolounaDonna” – bandito dal Comune di Misilmeri. La foto concettuale, inerente al tema della Donna e valutata meritevole per i contenuti visivamente espressi, resta tuttora esposta in uno spazio dedicato presso i locali del Palazzo Municipale;
  • Ottobre 2015/ Finalista al Concorso fotografico “Sguardo alla Terra” bandito da “Zyz – Annuario Fotografico Contemporaneo” all’interno della manifestazione “Le vie dei Tesori”, diretta da Franco Blandi e promossa da Navarra Editore, in collaborazione con AFNI – Associazione fotografi naturalisti italiani, Arvis – Associazione siciliana per le arti visive, FIAF – Federazione Italiana Associazioni Fotografiche e Scuola Stabile di Fotografia Palermo; con partecipazione al Workshop su La gestione del colore in post produzione e stampa con Davide D’angelo, fotografo e stampatore Fine arts, formatosi alla scuola di Mauro Boscarol, massima autorità nel panorama italiano della gestione del colore, e dell’americano Dan Margulis, riconosciuto a livello mondiale come il padre della correzione colore;
  • Maggio 2014/ I° Premio al Concorso fotografico “Peppino Impastato” – Cinisi (PA)[in giuria la fotografa Letizia Battaglia];
  • Agosto 2013/ Finalista al Premio “Silvia Carrubba”, istituito nell’ambito dell’Arterìa Festival, aggiudicandosi il Workshop tenuto da Giovanna Griffo (Camera Raw 7.0) presso Erice (TP)
  • Giugno2013/ Vincitrice del “Day Prize 17” _ Gay Pride 2013 – Palermo;
  • Marzo 2013/ I° premio al Concorso fotografico “Dentro lo sguardo: storie di donne” – Misilmeri;
  • Ottobre 2011/ I° premio al Concorso fotografico “I linguaggi del cuore” – Mondello (PA);

MOSTRE

  • Dicembre 2021/ foto singola selezionata per la Mostra collettiva dal tema “Oggetto quotidiano trasfigurato” curata dalla architetto Marilù Balsamo e altra singola selezionata per la collettiva dal tema “Donne”, inseguito al Workshop diretto dalla fotoreporter Letizia Battaglia, presso il Centro Internazionale di Fotografia– Cantieri Culturali – Palermo;
  • Dicembre 2021/ nella rosa dei dieci selezionati al Concorso fotografico bandito dall’Associazione – Street Photography Palermo, in esposizione presso i locali del Teatro Agricantus – Palermo;
  • Dicembre 2020/ Mostra collettiva di fotografe palermitane selezionate all’interno del progetto “Palermo Bellissima” curato e diretto dalla fotoreporter Letizia Battaglia, presso lo spazio del “Centro Internazionale di Fotografia”- Cantieri Culturali – Palermo;
  • Giugno 2018/ Mostra fotografica collettiva “Ballarandò” –presso il Convento Carmine Maggiore dei Frati Carmelitani – Palermo;
  • Ottobre 2015/ foto singola finalista in mostra presso il Palazzo Steri al Concorso fotografico “Sguardo alla Terra” bandito da “Zyz – Annuario Fotografico Contemporaneo”;
  • Giugno 2013 / Mostra al Convegno “Voci nel silenzio – donne contro la violenza di genere” presso l’Istituto Magistrale Regina Margherita- Palermo.
  • Giugno 2013/ Mostra “Curricula no Vitae” presso i locali del centro AISM in occasione dell’evento “Apre le porte – III edizione”;
  • Maggio 2013/ Mostra “Curricula no Vitae” presso i locali dell’Associazione “Mutazioni” a sostegno dell’AISM– Palermo;
  • Novembre 2012/ Mostra “Curricula no Vitae” – Ex Fonderia “Oretea” – a cura del Coordinamento Antiviolenza 21Luglio;
  • Ottobre 2012/ partecipa ed espone suoi ritratti sulle vie della città per il progetto “INSIDEOUT/L’ITALIASONOANCH’IO/PALERMO”;
  • Novembre 2011/ Esposizione fotografica personale durante l’evento “Donne che non possono”, incontro-dibattito a cura delle donne di SEL, presso il Caffè letterario Costes – Villa Terrasi – Palermo;
  • Agosto 2011/ Mostra fotografica congiunta “Itinerari femminili” e “Smisurata Preghiera“, in occasione della IV Fiera Artistico Artigianale “MOSTRA e DIMOSTRA” presso il centro storico di Alimena (PA);
  • Aprile 2011/ Mostra fotografica e video “Smisurata Preghiera“, foto sui migranti a Lampedusa. Patrocinata MIBAC, organizzata dall’Associazione Culturale – Apeiron presso il Palazzo “La Certosa”, Bagheria (PA);
  • Aprile 2011/ Collettiva di pittura, scultura e fotografia “Itinerari femminili” – organizzata dall’Associazione Culturale ETHOS presso Ex Noviziato dei Crociferi – Palermo;

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Questa voce è stata pubblicata il 06/03/2022 da in Gallerie con tag , .

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