Circolo Fotografico Scledense BFI

La valle dai sassi che ridono

Dies Dominica

1621: l’alta Val Leogra è divisa in due comunità operose,

  • Valle dei Conti (sulla sinistra idrografica del torrente Leogra) e
  • Valle dei Signori (sulla destra).

Assieme raggiungono circa 3.000 abitanti1, cifra certamente ragguardevole per l’epoca.

La domenica, nella piazza antistante alla chiesa parrocchiale, si tiene il mercato: ma è appunto domenica, il “giorno del Signore”. Il giorno 17 ottobre la convicinia dei due comuni stila un regolamento per “inquirere et osservar che non sia fatta alcuna trasgressione alle feste comandate”: il mercato deve svolgersi in un giorno differente.

Un mercato storico

Il documento del 1621 costituisce la prima attestazione scritta del mercato alto-valleogrino. Una continuità notevole: il mercato di Valli del Pasubio, infatti, nonostante il divieto di quattro secoli fa si tiene ancora oggi di domenica. Per questo motivo è stato inserito nella serie dei luoghi storici del commercio veneto, dove si trova in buona compagnia: da un punto di vista cronologico è preceduto solo dai mercati di Castelfranco Veneto, Oderzo, Portogruaro, Piove di Sacco, Adria, di Rialto a Venezia e di Piazza delle Erbe a Padova2.

Valli 400

Nel 2021 il Comune celebra la ricorrenza dei quattrocento anni del mercato trasformandola in un’occasione per promuovere la “rinascita” del paese, colpito da uno spopolamento che nel corso dell’ultimo secolo ha visto il numero di abitanti dimezzarsi.

La serie di eventi, denominata “Valli 400”, prenderà il via martedì 21 settembre 2021 e si concluderà la successiva domenica 26.

Raccontare il mercato

È stato proprio il gruppo di lavoro di “Valli 400” a chiedermi, nella primavera scorsa, di scrivere un racconto sull’evoluzione del paese e del mercato nel corso dei secoli. Secondo le intenzioni degli organizzatori il libro doveva essere presentato durante la manifestazione e rimanerne come uno dei ricordi più tangibili.

Elaborare un testo narrativo breve, soprattutto dopo l’esperienza del mio primo romanzo (un fantasy di oltre 600 pagine3) era una sfida intrigante. Tuttavia, a causa della scadenza imminente, si trattava anche di un compito arduo. Proprio per questa ragione, prima di accettare ho verificato la possibilità di utilizzare come punto di partenza un mio lavoro preesistente.

Nella seconda metà degli anni ’90 avevo condotto una copiosa ricerca sulle tradizioni orali dell’alta val Leogra4. In seguito avevo rielaborato alcune testimonianze raccolte in un racconto rimasto inedito e ambientato per l’appunto a Valli del Pasubio.

Appurata la fattibilità dell’operazione, ho riscritto quindi il testo, inserendo i riferimenti storici e rendendoli funzionali all’intreccio narrativo. Alla fine ho constatato con soddisfazione che tutti gli ingredienti si erano amalgamati in modo perfetto!

Epidemia

Siamo a Valli del Pasubio, sul finire degli anni Sessanta. Un medico arriva in paese per sostituire il predecessore deceduto all’improvviso e si trova ad affrontare una grave e misteriosa epidemia.

(In tempo di Covid-19 questo potrebbe sembrare un rozzo espediente da “instant book”: in realtà quando ideai il racconto avevo in mente la pestilenza dell’Edipo Re di Sofocle.)

Il protagonista si trova presto a combattere su due fronti: quello sanitario e quello, per così dire, dell’irrazionalità. Nel paese, infatti, è diffusa la leggenda dell’uomo selvatico (chiamato “omo salbego”): un essere antropomorfo interamente ricoperto di peli che qualcuno afferma di aver avvistato e cui si attribuisce la diffusione del contagio. Il medico affronta la situazione con spirito scientifico: tuttavia i molti cadaveri e misteri finiranno col far vacillare le sue salde convinzioni.

Non tutto però è come sembra, e la spiegazione dei fatti risiede forse nel passato della comunità, in particolare proprio nella storia del suo famoso mercato.

Luoghi reali

Scrivere un racconto ambientato nel paese in cui vivo da più di cinquant’anni mi ha offerto l’indiscutibile vantaggio della conoscenza diretta dello spazio narrativo. Tutti i luoghi citati sono infatti reali: la chiesa parrocchiale e la canonica, la frazione Sant’Antonio, Sega – la “contrada” abbandonata -, Cortiana – con il caratteristico viottolo lastricato di mole -, la chiesetta di Santa Gertrude e molti altri.

Il progetto grafico

Fondamentale, per la pubblicazione del libro, è stata la collaborazione con Giuliano Cremasco che, dopo aver letto in anteprima il testo, ha realizzato l’eccezionale copertina e ha curato il progetto grafico.

Dove trovare il libro

Il libro sarà disponibile durante la manifestazione “Valli 400” del 21-26 settembre 2021, nella serata di presentazione programmata per il giorno 22 (in teatro San Sebastiano a Valli del Pasubio) e durante il mercato per tutta la durata dell’evento. In alternativa è già possibile acquistarlo online nei tradizionali store, sia in cartaceo sia nel formato Kindle (ebook):

Mondadori https://www.mondadoristore.it/La-valle-dai-sassi-che-ridono-Andrea-Tessaro/eai979122035370/

IBS https://www.ibs.it/valle-dai-sassi-che-ridono-libro-andrea-tessaro/e/9791220353700

Libraccio https://www.libraccio.it/libro/9791220353700/andrea-tessaro/valle-dai-sassi-che-ridono.html

Amazon

La pagina Facebook dell’evento:

https://www.facebook.com/valli400/

La pagina Facebook del libro:

https://www.facebook.com/setteapprendisti/

Buona lettura!

Andrea Tessaro

1 Angelo Saccardo, Valli del Pasubio – Comunità di confine in alta Val Leogra dalle origini al Duemila, 2004, p. 336.

2 L’elenco aggiornato è reperibile sul sito: https://www.regione.veneto.it/web/attivita-produttive/luoghi-storici.

3 Andrea Tessaro, Sette apprendisti per la Torre di ghiaccio, bookabook, 2020, https://www.amazon.it/Sette-apprendisti-ghiaccio-Andrea-Tessaro/dp/8833233391.

4 Andrea Tessaro, Canti di tradizione orale nell’alta Val Leogra, relatore Giulio Cattin, Padova, Università degli studi, a. a. 1996-1997.

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Questa voce è stata pubblicata il 05/09/2021 da in Eventi esterni con tag , , .

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