Circolo Fotografico Scledense BFI

Per non dimenticare … Dachau

Scuola dell’omicidio

C’è un luogo dove l’orrore ebbe inizio. Un luogo che divenne la scuola dell’omicidio, e in cui nacquero quelle tecniche che le SS esportarono negli altri lager. Proprio lì fu vista per la prima volta, sul piccolo cancello d’ingresso, la cinica scritta “Arbeit macht frei”, il lavoro rende liberi, poi ripetuta in altri, analoghi, luoghi dell’orrore nazista, dove il lavoro era invece strumento di morte.

Dachau.

Colpisce la tempistica: il lager, infatti, fu aperto il 22 marzo del 1933. Poco prima, il 30 gennaio, era salito al potere Adolf Hitler. Inizialmente era destinato agli oppositori politici: essi venivano “rieducati” con il lavoro e vari strumenti di propaganda. Con l’arrivo delle SS, che progressivamente presero il controllo, il lager si trasformò radicalmente, diventando in seguito, assieme a quello di Auschwitz, il simbolo dei campi di sterminio nazisti.

Io l’ho visitato in una giornata plumbea, ideale per cogliere il cupo e sinistro grigiore del lager. Ho utilizzato diverse lunghezze focali:

  • uno zoom ultragrandangolare 12-24mm per dilatare la prospettiva di interni ed esterni aumentando la sensazione di irrealtà,
  • uno zoom tele luminoso per isolare i soggetti sfocando lo sfondo,
  • un normale luminoso per gli interni.

Sono molti gli ambienti e i dettagli lugubri: la sala d’incenerimento con quattro forni, la camera a gas camuffata da “sala doccia” (in tedesco Brausebad), una delle poche a non finire distrutte dalle truppe di liberazione.

La testimonianza di Enrico Vanzini

Una volta tanto vorrei lasciar parlare le immagini senza dilungarmi in inutili commenti o delucidazioni. Aggiungo solo che su questo lager ho avuto la fortuna di sentire più volte la testimonianza di Enrico Vanzini, entratovi nell’ottobre del 1944. Quando tornò a casa, dopo la liberazione, pesava 29 chili e non fu riconosciuto dalla famiglia. Nonostante gli orrori cui dovette assistere (era stato costretto a lavorare nei forni crematori), non l’ho mai sentito pronunciare parole di odio.

Un disegno dei deportati

Testo e foto di Andrea Tessaro

Le foto sono espose alla mostra Memoria Memorie

Queste ed altre foto sul lager sono state utilizzate in un audiovisivo risultato vincitore del contest Regionale Audiovisivi Fotografici, organizzato dal Gav, Gruppo Audiovisivi Veneto, a Caldogno (VI) il 14 ottobre 2018.

L’audiovisivo si trova al seguente link: https://youtu.be/7aCzhZqP8jc Montaggio ed elaborazione digitale del suono a cura dell’autore.

Informazioni su cfschio

Un commento su “Per non dimenticare … Dachau

  1. Anna Boschetti
    31/01/2021

    vi ringrazio tantissimo, commovente…. resto senza parole…. non possiamo e non dobbiamo dimenticare
    Grazie infinite
    Anna

    "Mi piace"

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Questa voce è stata pubblicata il 30/01/2021 da in Gallerie con tag , , , , .

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