Circolo Fotografico Scledense BFI

Per non dimenticare … le pietre d’inciampo

“Una persona sparisce quando viene dimenticato il suo nome”.

Talmud

Stolpersteine

Stolpersteine” nasce da un’idea dell’artista tedesco Gunter Demnig, per contrastare l’oblio e le cattive memorie sulla tragedia delle deportazioni naziste durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1992 a Monaco vennero ideate le pietre d’inciampo, piccole targhe d’ottone della dimensione di un sampietrino, fatte ed incise a mano. Vengono posate nei pressi dell’abitazione di coloro che non tornarono più dai campi di sterminio nazisti.

Il passante vi inciampa letteralmente e ne legge il nome, l’anno di nascita, il luogo di deportazione e la data dell’assassinio. In tal modo viene tenuta viva la memoria di quelle vittime, altrimenti trasformate in un passato senza memoria.

La diffusione del fenomeno Stolpersteine

Il progetto, nato in una città tedesca è diventato un fenomeno europeo e si è esteso oltre l’immaginazione di chi l’ha proposto, diventando il più grande memoriale diffuso al mondo. Negli anni, le stolpersteine sono diventate più di 70mila in circa 2 mila città e l’Europa tutta, dalla Russia alla Spagna, dalla Grecia alla Lituania.

Solo in Italia sono decine le città dove le targhe sono state posate: ne troviamo a Padova, Novara, Ravenna, Pisa, Lanciano, Chieti, Roma, Milano, Torino … A Pordenone l’iniziativa è partita dagli studenti del Liceo Leopardi-Majorana. Chiunque può partecipare, bastano 120 euro per diventare “sponsor” di una pietra (vedi).

Ipotesi fotografica di pietre d’inciampo a Schio

A Schio, come racconta Ugo De Grandis in “Elemento Pericoloso. Inquisizione e deportazione politica nella Schio di Salò (1943-1945)“, avvenne una retata di dodici antifascisti a metà novembre 1944. Furono deportati in Germania nei campi di Mauthausen e Gusen, oggi in territorio austriaco. Undici di loro non fecero più ritorno. Una lapide commemorativa di questo evento è stata posizionata sulla facciata dell’ex Scuola Elementare di Via Marconi nel 1985. Sono pochi probabilmente gli scledensi che ne conoscono l’esistenza, per di più il trascorrere del tempo l’ha resa pressoché illeggibile.

Da questa riflessione nasce l’ipotesi di pietre di inciampo che a Schio non sono state posate.

Un fotografo “vede” le foto prima di scattare e può vedere anche la foto che non può scattare perchè l’oggetto non c’è. Così le pietre sono state “posate” fotograficamente, là dove dovrebbero stare a memoria dei deportati scledensi.

Testo e foto di Giuliana Conchi

Grazie agli interventi grafici di Gabriel Garcia Jave.

Le foto sono espose alla mostra Memoria Memorie

Giovanni Bortoloso

Nato a Schio (29.5.1912), gestiva l’omonima cartolibreria in Piazza Rossi. Da partigiano era capopattuglia territoriale nel Btg. territoriale “Fratelli Bandiera” Brigata Garibaldi.

Fu arrestato la notte del 23/11/44. Arrivò nel gennaio 1945 a Mauthausen, dove venne gasato il 22 aprile.

Pierfranco Pozzer

Nato a Schio (16.1.1925) e studente alla facoltà di Ingegneria a Padova, entrò dopo l’otto settembre 1943 a far parte del Btg. “Fratelli bandiera”. Come commissario politico fu addetto alla stampa di manifesti di propaganda e alla raccolta di armi. Arrestato con i familiari il 18/11/1944, morì a Mauthausen il 19 marzo 1945.

Giuseppe Vidale

Nato a Schio (12.12.1901), lavorava come capo elettricista al Lanificio Rossi, dove fu catturato nel novembre 1944, in quanto commissario politico del Btg. territoriale “Fratelli Bandiera”. Passato dal carcere di San Biagio a Vicenza a quello di Bolzano, fu deportato a Mauthausen l’otto gennaio 1945, con il “trasporto 501”: morì dopo un mese.

Andrea Zanon

Nato a Schio (5.8.1891), partecipò come alpino al conflitto di Libia e alla Grande Guerra. Fu per questo decorato al valore militare. Come il padre fu artigiano-calderaro nel laboratorio annesso all’abitazione in Via Castello. Collaborò con il gruppo partigiano guidato dal Comandante “Giulio” Avv. Caroti. Morì nel lager di Gusen il 15 marzo 1945.

Informazioni su cfschio

3 commenti su “Per non dimenticare … le pietre d’inciampo

  1. Antonio Crosa
    01/02/2021

    Bravissimi! Iniziativa lodevole e commovente! Complimenti a tutti voi per la bellissima idea. Grazie

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  2. Mario Sartori
    27/01/2021

    Un’idea straordinaria, un messaggio profondo e penetrante. I miei sinceri complimenti e la mia ammirazione. Bravi!

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  3. Denise Pozzer
    27/01/2021

    La trovo un iniziativa interessante e intelligente prima ancora che lodevole,perché l’Obiettivo in questo caso è l’essenziale testimonianza della MEMORIA.Di ciò che realmente è accaduto ed è Storia,e non, voluta cecità e piccolezza politica.

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