Circolo Fotografico Scledense BFI

Memoria del tempo

Fotodinamismo futurista

L’istantanea fotografica o pittorica ridicolmente uccide i gesti vivi contraendoli ed immobilizzando uno dei 100.000 fuggevoli loro stati, per voler rappresentare tutto il gesto.
Questo è innumerevolmente composto di istantanee, perché innumerevolmente materiato di quantità statiche.
Eseguire una sola istantanea, delle innumerevoli che sono indispensabili a comporre un gesto, significa ritrarre un valore statico e non un valore dinamico: un valore di morte e non un valore di vita.
Così pure immobilizzando il movimento si toglie la vita l’espressione del suo più vivo ed essenziale carattere.

Gian Antonio Bragaglia, Fotodinamismo futurista, 1911
Gian Antonio Bragaglia

Con queste parole Bragaglia enuncia la poetica futurista applicata alla fotografia. Come in tutte le avanguardie del primo Novecento c’è la foga della scoperta di un’arte NUOVA che deve rompere con il passato (“uccidiamo il chiaro di luna” dice Marinetti), le vecchie forme dell’arte sono inadeguate ad annunciare il futuro, il mondo nuovo che gli artisti vogliono estrarre dal vecchio. Così l’istantanea va abolita, imperfetta com’è a descrivere “il gesto”.

Bragaglia, che si definisce non fotografo (“la quale circostanza dimostra che non siamo gente che batte la grancassa per la propria bottega), pretende di trovare le radici del proprio dinamismo addirittura in Dante quando, nel decimo canto del Purgatorio, parla della Colonna Traiana e della sua descrizione diacronica.

Cita Velasquez che nel suo le Tessitrici di arazzi dovendo rendere l’agile e rapido lavorio delle dita di una mano che, agitandosi effettivamente si moltiplicava, non ha esitato a moltiplicarle le dita, così che ora essi si vedono il numero di nove, almeno“.

Velasquez, Le tessitrici di arazzi

E poi Balla e Medardo Rosso, suoi contemporanei.

Il movimento …

… entra prepotentemente nella fotografia. Non foto mosse ma una nuova e più completa descrizione della realtà.

L’intuizione era stata preceduta da Boccioni nel suo Rissa in galleria 1910, dove la pittura è concitata e piena di dinamismo, però ancora non assistiamo alla scomposizione del movimento.

Il Manifesto di Gian Antonio Bragaglia coglie lo spirito del tempo, uno spirito che contamina anche la pittura. Lo cogliamo nei due quadri di seguito rappresentati che sono immediatamente successivi al suo Manifesto.

Giacomo Balla, Cagnolino al guinzaglio, 1912

Duchamp, Nudo che scende le scale, 1912-16

Memoria Memorie

Le avanguardie sono passate e così i manifesti visionari che additavano LA via. L’arte è diventata più vasta e oggi siamo vicini ad accettare il chiaro di luna e l’arte figurativa molto più che un secolo fa.

La lezione futurista mi è tornata in mente quando dovevamo scegliere i portfolio per la mostra di quest’anno.

Si può fissare il passaggio del tempo con una foto che normalmente funziona per un centesimo di secondo?

Si può dilatare lo spazio della fotografia aprendo l’otturatore per un tempo più lungo e cercando di mantenere la leggibilità della foto; oppure cercando di dare conto del tempo sovrapponendo più istanti?

Da qui è nata l’idea di affrontare il passaggio del tempo in una sola fotografia. Il tempo è stato declinato in tre versioni,

  • Tempo Continuo
  • Tempo Discreto
  • Tempo Puntuale

Ho chiesto a tre musicisti di eseguire un brano musicale della durata di due minuti. Posta la macchina sul cavalletto ho aperto l’otturatore all’inizio del brano e chiuso al suo termine.

Il risultato è il seguente. Una foto fluida, eterea, le parti che più si muovono risultano una nuvola, mi sembra che rispecchi l’essenza stessa della musica, non concreta, non tangibile; l’interprete, quando si immedesima nella musica, si annulla in essa.

Filippo Vignato, jazzista e compositore, suona Love Theme di Andrea Morricone, da Nuovo Cinema Paradiso.

Il tempo discreto è fatto di istanti sovrapposti. Mentre il musicista suona io scatto alcune foto sovrapposte nello stesso fotogramma. Il risultato è il seguente. Rende bene l’idea del dinamismo.

Il tempo puntuale è quello che meglio conosciamo perché appartiene alla fotografia tradizionale.

Ed ecco il risultato per altri strumenti e altri musicisti.

Gastone Bortoloso

Gastone Bortoloso, jazzista e compositore, suona Embreceable you di George Gershwin

Dennis Pozzan

Dennis Pozzan, contrabbassista dell’orchestra della Fenice, suona Gavotta in stile antico 1 e 2 di Hans Fryda


Per chi fosse interessato alle foto “dinamiche” gli esempi da suggerire sono molti altri, oltre la ricerca futurista.

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