Circolo Fotografico Scledense BFI

Distanziamento sociale

L’Australia, enorme isola, nazione e continente allo stesso tempo, è sicuramente una delle aree dove il coronavirus ha avuto meno effetto: a fine maggio registra 7100 contagi e soltanto 103 decessi, un numero bassissimo rapportato a 25 milioni di abitanti. Questione di fortuna, o di bravura a gestire la situazione? Forse sì, ma c’è anche da dire che l’Australia ha una superficie di 7.688.287 chilometri quadrati, quasi come tutta l’Europa messa assieme, che però di abitanti ne fa circa 700 milioni.

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Il mio viaggio

Il mio viaggio in Australia è avvenuto nel 2005, spostandomi in quattro aree diverse con voli interni, e viaggiando in auto per più di 8.000 Km. Con il senno di poi, oggi devo riconoscere che là il “distanziamento sociale” praticamente era già in atto.

Al di fuori delle grandi città, che comunque in quanto a traffico e affollamento umano non hanno nulla a che vedere con le nostre, le strade erano praticamente deserte, le cittadine e i paesi a distanze siderali gli uni dagli altri, gli spazi privi di presenza umana dilatati in modo incredibile rispetto ai miei parametri abituali. 

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Per fare un esempio, una delle maggiori attrattive della costa ovest, il cosiddetto “deserto dei pinnacoli”, veniva indicato dalla guida turistica come ” zona nei dintorni della città di Perth”. Ad un successivo controllo ho scoperto che questi “dintorni” erano a circa 300 Km. dalla città!!! 

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C’era pochissima gente sulle strade: a volte percorrevo decine di chilometri prima di incrociare un altro mezzo. Comunque la presenza umana era sempre evidente: telefoni di soccorso, piazzole e segnali turistici, cartelli stradali, magari ad indicare che il prossimo distributore di benzina era ad 80 Km. Frequenti i cartelli indicatori di “pericolo attraversamento animali”, specie canguri, e ti chiedevi che pericolo reale potessero rappresentare. Però… 

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Ai limiti dell’infinito

Credo che pochi paesi come l’Australia possano rendere l’idea di una spazialità ai limiti dell’infinito, a cominciare dal grande “Centro Rosso” dove c’è il mitico Ayers Rock, il sacro Uluru per gli aborigeni, e una vastissima area ricca di ambienti analoghi e incredibili canyons.

Il concetto di smisuratezza raggiunge comunque il suo apice nei tratti costieri: lì ti senti veramente un granello di sabbia inserito nell’universo, come in pochi altri luoghi del pianeta. Nella costa ovest c’è una spiaggia che corre ininterrottamente per 250 Km. senza alcun tipo di urbanizzazione: in quel luogo il coronavirus non avrebbe alcuna possibilità!

Assembramenti, ma …

Anche in Australia, però, non mancano gli assembramenti, ma riguardano gli animali, specie gli uccelli: per fortuna sappiamo che non sono pericolosi per la trasmissione del virus.Tomiello Australia_026Tomiello Australia_027Tomiello Australia_028Tomiello Australia_029Tomiello Australia_030

 

Tutte le immagini sono state realizzate in origine in diapositiva-colore, in seguito scannerizzate, trasferite in digitale e restaurate.


Fotografie e testo di Paolo Tomiello

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Questa voce è stata pubblicata il 06/06/2020 da in Gallerie con tag , , .
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