Circolo Fotografico Scledense BFI

Fiore di Loto

Nasce dall’acqua

Nel mondo delle piante acquatiche, il Fiore di Loto è certamente tra le più appariscenti ed apprezzate.

Fa parte della famiglia delle “Nelumbonaceae“, e si differenzia in due specie: “Nelumbo Lutea“, originaria dell’America centro-meridionale, e “Nelumbo Nucifera“, specie rustica originaria dell’Asia e dell’Australia. Proprio quest’ultima specie è nota volgarmente con il nome di “Fiore di loto asiatico”.

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In passato la “Nelumbo Lutea” veniva inquadrata tra le ninfee; anche oggi viene abbondantemente utilizzata per abbellire stagni, vasche e specchi d’acqua alle nostre latitudini.

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Foglie larghe un metro

Tra le due specie, la più spettacolare è sicuramente il nostro “Fiore di Loto“: le foglie sono enormi, alte circa un metro, e raggiungono un diametro di un metro ed oltre; hanno una struttura particolare che le rende particolarmente idrofobiche e le mantiene costantemente pulite. Il fiore, molto grosso, è composto da più di venti petali di colori che vanno dal rosa scuro al bianco; il profumo è inebriante.

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Personalmente ho avuto occasione di fotografare questo bellissimo fiore varie volte, sempre in luoghi naturali ed in diversi paesi asiatici. Spesso viene raccolto e offerto ai turisti in cambio di una piccola moneta. (image 012)

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Fiore sacro

Il “Lotus Flower” è il fiore più sacro sia per l’Induismo che per il Buddhismo, vero simbolo di purezza. In particolar modo, nel Buddhismo indica il percorso di crescita dell’anima. E’ un fiore senza macchia, che non viene mai sporcato dal fango che lo circonda; prospera anche in condizioni di avversità, apre la sua corona di giorno e la chiude di notte: simboleggia la rigenerazione e la forza vitale. Proprio per questo è il fiore privilegiato dai fedeli come offerta nelle visite al tempio. 

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Secondo una leggenda, quando il piccolo Buddha iniziò a camminare cominciarono a crescere Fiori di Loto in tutti i luoghi in cui passava: così, associato alla figura del Buddha, è divenuto il fiore sacro per eccellenza. 

 

Lo stesso Buddha, l’Illuminato, viene spesso ritratto nella postura del Fiore di Loto, con le gambe incrociate (Padmasana), o seduto su di un Fiore di Loto stilizzato. Il loto rappresenta così l’elevazione spirituale, il cammino dell’uomo verso una maggiore capacità di saggezza e di crescita interiore, dato che il fiore si eleva dallo stagno e rimane perfettamente pulito, nonostante le sue radici affondino appunto nel “loto”, sinonimo di fango. 

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E’ importante ricordare che il principale mantra buddhista, cioè la frase ripetuta all’infinito da monaci e fedeli, anche facendo ruotare i mulini da preghiera, recita “Om mani padme hum“, e viene tradotta “Salve o gioiello nel fiore di loto“. 

Tutte le immagini, realizzate in diversi viaggi nel continente asiatico, (Kashmir 1985, Tibet 1991, Bhutan 1993, Sri Lanka 1995, Cambogia 2002, Thailandia 2004, India 2018) a parte l’ultima esperienza in India dove ho usato il digitale, sono state scattate in diapositiva-colore e recentemente scannerizzate, trasferite in digitale e restaurate.


Fotografie e testo di Paolo Tomiello

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Questa voce è stata pubblicata il 16/05/2020 da in Gallerie con tag , , , .

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