Circolo Fotografico Scledense BFI

Murales a Napoli

Girovagando per i vari quartieri e vicoli di Napoli ci si rende immediatamente conto che gli abitanti di questa città amano spesso rendere pubblico il loro sentire, talora anche il loro privato, molto di più di quanto avviene normalmente. Scritte, disegni e persino oggetti di ogni genere tappezzano regolarmente la stragrande maggioranza dei muri, anche ad altezze inusitate.

Non vengono risparmiate le tabelle segnaletiche e nemmeno i segnali stradali, per non parlare di saracinesche, porte e portoni di accesso. Questo tipo di comunicazione è spesso stratificata, con sovrapposizioni multiple, strappi di vario tipo e accostamenti a dir poco micidiali.

La cosa strana è che il risultato quasi mai dà un’idea di imbrattamento: magicamente i vari elementi si compongono in modo gradevole, con risultati estetici talora rilevanti dal punto di vista artistico.

Sotto questo aspetto il primo posto viene sicuramente occupato dai murales. Non ce ne sono dappertutto: si va a zone. Un’area straordinaria da questo punto di vista è data dai Quartieri Spagnoli. Qui i murales risultano preponderanti rispetto a tutto il resto: nessuno osa imbrattarli, modificarli o sovrapporci alcunché. Ad esempio, ecco Madre Teresa di Calcutta che si affaccia ad una finestra, oppure un’enigmatica figura con il volto della Vergine. E siccome i napoletani non mancano certo di ironia, dopo il famoso Cristo velato e l’altrettanto famoso Figlio velato, ecco una gigantesca donna velata che riempie il muro di un condominio.

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De Curtis

Comunque, a parte qualche rara eccezione, i soggetti ritratti riflettono quasi completamente la “napoletanità” e i suoi miti, soprattutto quelli del passato. Un’intera via viene dedicata al principe Antonio De Curtis, in arte Totò, ripreso con rara maestria in molti dei suoi più tipici atteggiamenti, talora con l’aggiunta di frasi che l’hanno reso celebre.

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E poi non potevano mancare Renato Carosone, Pino Daniele, Massimo Troisi e Lucio Dalla, quest’ultimo per quel “qui dove il mare luccica” che l’ha fatto diventare uno di loro.

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Per ultimo, ma non certo ultima, la passione per il calcio, che a Napoli va oltre il concetto di amore per una squadra, assurgendo a vera e propria fede sportiva.

Eroi del calcio

I grandi eroi, che hanno fatto sognare la città, ci sono tutti, dal Maradona dello scudetto al Cavani, che l’ha sostituito nei cuori dei tifosi e che giganteggia sulla parete di un condominio, sino all’Hamsyk che era il fulcro di una squadra giunta quasi al secondo scudetto. Non manca nemmeno l’eroe negativo, quel Gonzalo Higuain passato all’odiata Juventus, bollato come traditore e sbeffeggiato in malo modo.

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A proposito: non ci sono murales dedicati alla Napoli attuale. Probabilmente perché oggi nel Napoli Calcio veri miti il tifoso non ne vede.

Testo e foto di Paolo Tomiello

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Questa voce è stata pubblicata il 26/03/2020 da in Gallerie con tag , , .

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