Circolo Fotografico Scledense BFI

Mali

Il mio primo approccio alla foto digitale avvenne tardi, nel 2010, più per necessità che per libera scelta.
Con l’avanzare dell’età mi era diventato troppo faticoso portare in spalla la mia vecchia Canon Eos, corredata di zoom, grandangolo, ottica media, scorta di rullini. Il passaggio al digitale avvenne in vista di un tanto sognato viaggio in Mali: vasto ed affascinante paese sub-sahariano attraversato dal fiume Niger.

Conchi Mali_001.JPG

Per 30€ entrai in possesso di una fotocamera compatta digitale Canon, usata e con ottica corta (PowerShot A75 – 3,2 mega pixels), con cui documentai quel mio indimenticabile viaggio.

Lasciata Bamako

caotica capitale maliana, visitai la surreale città di Djennè con la sua fantasiosa architettura di fango e la sua magica grande moschea, attorno a cui si svolge il tipico mercato settimanale.

Conchi Mali_004.jpg

Conchi Mali_005.JPG

Conchi Mali_006.JPG

Sul Niger

Sperimentai poi per tre giorni la navigazione in piroga sul fiume Niger, scomoda e lenta, ma imperdibile, con numerose soste ai poveri villaggi di capanne dell’etnia dei pescatori-allevatori Bozo. Anche l’accamparsi in tenda lungo le rive del Niger mi offerse l’occasione di incontri inimmaginabili, vivendo quasi in assenza di tempo.

Conchi Mali_011.JPG

Conchi Mali_012.JPG

Conchi Mali_014.JPG

La falesia dei Dogon

L’ascesa alla falesia dei Dogon si rivelò piuttosto impegnativa. Inerpicarsi sui sentieri scoscesi, per visitare i vari villaggi, fa comprendere la fatica e l’ingegnosità necessarie per adattarsi a questo ambiente così ostile. Questo isolamento dei Dogon ha permesso loro di mantenere integra la cultura tradizionale, che si evidenzia soprattutto nella tipologia edilizia, nella scultura e nella ritualità religiosa.

Conchi Mali_017.JPG

Conchi Mali_018.JPG

Conchi Mali_019.JPG

Infine la

mitica Timbuctù

ai margini del Sahara, mi si presentò polverosa e assolata, con i suoi edifici di sabbia, che invade anche le strette viuzze deserte. Timbuctù fu meta e punto di partenza delle ultime rotte carovaniere, oggi percorse più dalle jeep del terrorismo islamico che dalle carovane beduine a dorso di dromedari. (24-29 )

Conchi Mali_024.jpg

Conchi Mali_025.JPG

Conchi Mali_026.JPG

Conchi Mali_029.JPG

Fui incantata di fronte a tanta bellezza di ambienti e di culture sconosciute, di volti e di occhi che mi seguivano rassicuranti.

Conchi Mali_034.JPG

Conchi Mali_035.JPG

Non disponevo però di zoom per “rubare foto” né per carpire sguardi all’insaputa dei soggetti fotografati né per documentare, non vista, situazioni di vita al limite dell’umano.

Conchi Mali_037a.JPG

Conchi Mali_038.JPG

Non mi restò dunque altro da fare che tuffarmi nella folla multicolore, accucciarmi davanti a persone che accettavano pazientemente di incrociare i loro occhi con il mio obiettivo. (39-41)

Conchi Mali_039.JPG

Conchi Mali_041.JPG

Con un sorriso

Nella maggior parte dei casi il “Mali”, pur nella sua faticosa e sofferta quotidianità, non si è sottratto al mio invadente e fugace passaggio, non mi ha chiesto perché fossi lì né che senso avesse quel mio frugare nel suo spazio personale. Mi ha spesso accolto con un sorriso; si è fermato un istante e mi ha offerto la sua umanità disarmata.

Conchi Mali_043.JPG

Conchi Mali_044.JPG

 

Conchi Mali_045.JPG


 

Testo e fotografie di Giuliana Conchi

Informazioni su cfschio

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 04/11/2019 da in Gallerie con tag , , .
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: