Circolo Fotografico Scledense BFI

Fuochi d’artificio

Pochi se ne ricordano, ma nelle feste e sagre di tutta Italia si festeggia in realtà il trionfo dell’invenzione cinese. Quando, a completamento della festa, cominciano i “botti” o fuochi d’artificio stiamo celebrando un’invenzione più antica della scoperta della sella per il cavallo oppure dell’aratro con il versoio curvo.

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Carbone, salnitro e zolfo

Fu sotto il dominio della dinastia Tang 唐朝 (800 d.C.) che un alchimista ignoto scoprì che mescolando le giuste quantità di carbone, salnitro e zolfo si poteva ottenere una sostanza che, se riscaldata, poteva innescare un’esplosione.

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Inizialmente la “Polvere di Fuoco” 火藥 venne usata per celebrare feste e matrimoni, ma già un secolo dopo la sua scoperta si parlava della “Fuoco volante“. Non somigliavano a bombe moderne, allora si utilizzavano frecce con un tubo di polvere da sparo legata all’asta, in grado di esplodere all’impatto seminando sicura distruzione e probabile panico tra le file di fanteria e cavalleria nemica.

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I cannoni di epoca Song

L’inventiva dei cinesi non si fermò qui, vennero costruite anche le prime granate a mano, rudimentali lanciafiamme e mine antiuomo. Solo con un leggero ritardo vennero costruiti i primi pezzi di vera e propria artiglieria medievale. I cannoni di epoca Song precedono di almeno 150 anni i loro corrispettivi europei.

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Era un segreto che andava custodito con cura e per secoli in Cina fu proibito vendere il salnitro (componente essenziale per fabbricare la polvere pirica) agli stranieri. Arrivò tuttavia in occidente e cambià il modo di fare la guerra e anche l’urbanistica, dato che cambià la forma delle mura delle città. Fu dopo l’uso della polvere da sparo che le strette, dritte e alte mura medievali divennero inclinate e massicce e per di più dotate di poderosi contrafforti che si potevano vedere tra loro.

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Gioco

Tuttavia in Italia diventarono maestri nell’utilizzare la polvere pirica per gli spettacoli pirotecnici: la scuola napoletana è sicuramente quella che, tra tutte, vanta la maggior identità pirotecnica.

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All’inizio i fuochi d’artificio erano solo rossi o arancione, ma dall’ottocento fu possibile inserire dei sali per ottenere colorazioni diverse, come il bario per ottenere il verde il cloruro di rame per ottenere il blu, ecc.

La tecnica è stata poi perfezionata introducendo effetti sorpresa: fuochi che salgono in silenzio per esplodere in un unico immenso botto, altri che salgono fischiando prima di esplodere, altri che sfrigolano e si frantumano, altri che sembrano fuochi che esplodono uno sopra l’altro, …

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In città

Quanto a noi che amiamo fotografate ci mettiamo presso uno dei monumenti più noti della città e cerchiamo di cogliere quel monumento sotto una “luce” originale.


Fotografie di Egidio Dalle Molle

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Questa voce è stata pubblicata il 13/09/2019 da in Gallerie con tag , , .
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