Circolo Fotografico Scledense BFI

Neve

Alpe di Siusi, stazione sciistica importante e paesaggio mirabile per la cerchia di monti che la racchiude. D’inverno frotte di persone affollano gli impianti di risalita.

Noi non abbiamo sci, siamo appassionati fotografi e ci portiamo dietro una quindicina di chili di attrezzatura ciascuno: uno zoom, un grandangolo, un teleobiettivo, qualcuno due corpi macchina; invece che scivolare sulla neve, arranchiamo sprofondando lungo sentieri che facciamo fatica a riconoscere.

Freddo polare e tempo terribile, la cosa più bella da fotografare, ovvero la cerchia di monti, è invisibile, nascosta da una coltre di nubi bassissima. Il vento fischia forte e solleva schizzi improvvisi di neve.

Un paesaggio quasi senza profondità, solo alberi in filigrana su uno sfondo senza colore

In un primo momento gli unici soggetti siamo noi e le nostre bardature.

Poi, figura spettrale, compare una persona che con quel tempo, si siede in una solitaria panchina a godersi il panorama, ovvero infinite sfumature di neve.

Per fortuna gli sciatori amano vestirsi di colori vivaci, sono queste le uniche note di colore.

All’improvviso, un piccolo squarcio tra le nubi più basse mostra un paesaggio montano nel quale appare un biròcio, cavallo e slitta proposti ai turisti dall’agenzia turistica.

Alte luci

Il bianco, stiamo fotografando il bianco, con piccolissime sfumature.

Il quadro visivo si suddivide in due parti: il nitore della neve e il grigio del cielo, un cielo carico di neve dove talvolta alto e basso si confondono.

La fotografia perde la sua caratteristica descrittiva, non rappresenta la realtà. Non stiamo fotografando un paesaggio, ma dei segni su sfondo bianco. E allora sviluppiamo le foto in modo da annullare la minima differenza, meglio rappresentare la neve come bianco assoluto, uno sfondo surreale dal quale spuntano le persone e le cose.

La fotografia sconfina con la grafica e gli oggetti diventano segni, talvolta si avvicinano a una rappresentazione onirica.


Altissime luci

Con alte luci si intende una fotografia sviluppata verso le parti chiare, dove i particolari tendono ad annullarsi in una macchia indistinta, il sole al tramonto ad esempio, ma anche la neve quando sviluppi la foto in modo da accentuarne l’uniformità, quasi fosse una coperta.

ISTOGRAMMA Con un programma di sviluppo fotografico riconosci le alte luci dall’istogramma ovvero quel conteggio statistico dei pixel della tua immagine che li rappresenta come un grafico. Se il grafico è distribuito tra i due estremi (a sinistra i pixel scuri a destra i pixel chiari) la foto comprende parti chiare e scure più o meno equilibrate, se il grafico è nettamente spostato a destra prevalgono i pixel molto chiari. Vedi immagini sottostanti.

Si può impostare lo sviluppo in modo da avere foto dove il soggetto è immerso in biancore indistinto, dove la rappresentazione della realtà è sostituita dalla composizione grafica, persone e cose non sono immerse nel paesaggio, ma sono segni grafici liberamente posti all’interno di uno sfondo. Come questo sciatore.

Oppure i bastoncini colorati piantati attorno al crocefisso

Questa pista da sci.


Fotografie scattate durante l’uscita del 10 febbraio presso l’Alpe di Siusi. le foto sono di Alessandro Colombo, Renzo Priante, Lino Sartore, Paolo Tomiello.

Informazioni su cfschio

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