Circolo Fotografico Scledense BFI

Interpretazioni

Guerra di Crimea

La fotografia si porta dietro un pregiudizio che l’ha perseguitata fin dalle origini: quello di essere una rappresentrazione vera della realtà. Non è vero: la fotografia può essere utilizzata altrettanto bene e altrettanto efficacemente anche per mostrare il falso. Lo sapeva bene Roger Fenton, primo fotografo ad essere chiamato a descrivere un ambiente di guerra: la guerra di crimea (1853-1856). Aveva l’ordine esplicito di non riprendere cadaveri né le miserie dell’accampamento militare. La guerra deve sembrare bella e per ottenere questo risultato bisogna comunicare l’entusiasmo delle bantiere sventolanti alla partenza, ma occorre tacere tutto quello che succede poi.

Fu solo un decennio dopo con la Guerra di Secessione che nelle foto comparvero i primi cadaveri e non fu una cosa da poco.

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Foto di sudisti morti, foto scattata dal Cap. Andrew J. Russell (1830–1902)

Ma usciamo da questo tema lugubre.

Arti visive

La foto è un prodotto delle arti visive, esattamente come la pittura o la scultura, esprime la volontà del fotografo, la sua capacità espressiva. La macchina fotografica può essere utilizzata per costruire cataloghi attraverso foto realistiche, ma anche ritratti e sappiamo quanto una foto possa manipolare la rappresentazione del soggetto, tanto che alcune foto considerate bellissime sono più facilmente attribuibili al fotografo che al fotografato.

Colombo Bisazza 002

Rampon Bisazza DPP_0701.JPG

 

La scelta dell’inquadratura, il momento dello scatto, la provenienza della luce, ma anche la tinta il “calore” della luce sono tutte variabili che il fotografo sceglie per fare la “sua” foto. Provate a fotografare un prato al mattino e a mezzogiorno, in controluce o con la luce alle spalle, si scoprono tonalità di verde diversissime tra loro; poi ponete in primo piano un fiore (uno solo), o una foglia gialla oppure una lattina schiacciata ed ecco che le foto possibili diventano infinite ed ognuna ci trasmette un’emozione diversa.

Fondazione Bisazza

 

Dalle Molle Bisazza IMG_4481.JPGCi è piaciuta la fondazione Bisazza ad Alte di Montecchio Maggiore e l’abbiamo espresso in un’articolo già pubblicato: La casa delle tessere di vetro.

Certo è piena di oggetti pop e anche kitsch, talvolta barocca in modo spudorato, eppure questi grandi ambienti che erano fabbrica sono diventati un museo bello da visitare e anche frequentato. Così ci siamo recati tutti assieme con le nostre macchine fotografiche e vi abbiamo passato il pomeriggio, ognuno conscio che lo stesso soggetto sarebbe stato fotografato da tutti e quindi stimolato a interpretare in modo personale quello che si trova dall’altra parte dell’obiettivo.

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Ampelio (14).JPG

L’uso di un grandangolo spinto deforma la realtà la piega in forme curve, i pilastri diventano una gabbia e il pavimento si avvicina a una grande goccia.

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Attraverso un gioco di trasparenze e riflessioni la stanza si prolunga nel giardino e il lampadario si moltiplica, ma non pensiate che il tutto sia semplice, se non aspettate l’imbrunire il gioco dei riflessi non è più lo stesso e verrà fuori un’altra foto.

Priante Bisazza DSC_4358.jpg

Anche questa foto gioca sui riflessi, sul fatto che gli specchi contrapposti sulle due pareti della stanza si rimandano all’infinito il lampadario, quanto alla visitatrice è anch’essa un riflesso entrato nel riquadro dello specchio.

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IL gioco delle luci e delle ombre dà luogo a una foto molto grafica.

I dettagli danno accesso a pattern colorati ed astratti.

Campagna Bisazza IMG_2744 b.jpg

Un figura sfuocata, mezza nascosta per la presenza di piani diversi la rende misteriosa, tanto più che sembra guardarti.

Santamaria Bisazza_DSC0413.jpg

Priante Bisazza DSC_4408.jpg

Lo stesso soggetto assume due valenze diverse se esibito in profondità o parzialmente celato.

Paoletto Bisazza 30.jpg

Osservatore ed opera d’arte si confrontano e il fotografo coglie il dialogo muto.

Tomiello Bisazza IMG_2060.JPG

Tomiello Bisazza IMG_2120.JPG

Giocare su piani diversi arricchisce la foto e la persona risulta immersa nelle opere d’arte.

Colombo Bisazza 016.jpg

Questa è un foto puramente bidimensionale, è cancellato ogni volume, solo superfici di diversi solori e pattern si confrontano.

Tomiello Bisazza IMG_2078.JPG

La presenza della figura umana, seppure ridotta a fantasma dà profondità a una foto che altrimenti sarebbe solo bidimensionale.

Dalle Molle Bisazza IMG_4475.JPG

Sartore Bisazza 07.jpg

La fotografia perfettamente frontale ricorda un quadro di Mondrian.

Rampon Bisazza DPP_0705.JPG

Un grande ambiente dove due auto letteralmente piastrellate mentre un nastro di dimensioni megalitiche forma un intreccio a cuore.

Sartore Bisazza 04.jpg

Sartore Bisazza 03.jpg

Priante Bisazza DSC_4367.jpg

Cambiare il punto di vista restituisce foto completamente diverse.

Santamaria Bisazza_DSC0280

Santamaria Bisazza_DSC0251.jpg

Immagini fisse, pulite dove anche la natura sembra irregimentata dalla geometria.

Paoletto Bisazza 11.jpg

Tempismo. Cosa vuol dire la pazienza di aspettare che tutti i soggetti si collochino al loro posto. Guardate la figura centrale il cui volto è perfettamente al centro della voluta del lampadario.

 


Fotografie di Ampelio Pellattiero, Paolo Bicego, Alessandro ColomboRoberto Campagna, Egidio dalle Molle, Mario Paoletto, Renzo Priante, Andrea Rampon, Giuseppe Santamaria, Lino Sartore Paolo Tomiello

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