Circolo Fotografico Scledense BFI

Fotografare a 180° (2)

  1. Utilizzo

Per le loro caratteristiche i fisheye sono solitamente esclusi dalla fotografia di tipo documentario-descrittivo, particolarmente in campo architettonico e paesaggistico.

Gli utilizzi tipici sono:

  • nelle foto di interni (anche per realizzare tour “virtuali” in 3D) e “panoramiche”;
  • nelle foto della volta celeste;
  • per “immergersi” nell’azione (d’obbligo il fisheye ad esempio nelle foto di skateboard);
  • nelle immagini creative.
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Figura 1: Cesenatico. Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi

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Figura 2: Hammerfest (Norvegia). Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi

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Figura 3: Siviglia (Spagna), Cattedrale (1). Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi.

 

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Figura 4: Siviglia (Spagna), Cattedrale (2). Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi

 

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Figura 5: Ronda (Spagna), Plaza de Toros. Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi.

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Figura 6: Al luna park. Fisheye 8 mm equisolido su fotocamera mirrorless micro quattro terzi

 

Personalmente prediligo il fisheye circolare. È un obiettivo unico, certo non facile da padroneggiare (gli elementi inquadrati sono veramente tanti!), ma capace di creare dei microcosmi fantastici e “impossibili”, “mondi” degni di un Escher.

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Figura 7: Valli del Pasubio, Ponte tibetano. Fisheye 8 mm equidistante circolare su fotocamera full frame

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Figura 8: Valli del Pasubio, Ponte tibetano. Fisheye 8 mm equidistante circolare su fotocamera full frame.

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Figura 9: Paesaggio. Fisheye 8 mm equidistante circolare su fotocamera full frame

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Figura 10: Paesaggio. Fisheye 8 mm equidistante circolare su fotocamera full frame

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Figura 11: Paesaggio. Fisheye 8 mm equidistante circolare su fotocamera full frame

  1. Il “defishing”: breve tutorial per Hugin

Conoscendo la proiezione utilizzata è possibile, con adeguati software, trasformare l’immagine scattata originariamente con un obiettivo fisheye in una rettilinea.

Tra i software che fanno quest’operazione c’è Hugin. Si tratta di un programma freeware (http://hugin.sourceforge.net/) pensato precipuamente per creare immagini panoramiche.

Su di esso esistono in rete validi tutorial (http://hugin.sourceforge.net/tutorials/index.shtml): qui tratterò brevemente solo del procedimento per realizzare il cosiddetto “defishing”. L’anglicismo rende bene il senso dell’operazione: togliere cioè all’immagine l’inconfondibile “look” da fisheye.

 

2.1 Aggiungere immagini

Dalla schermata principale premere “Aggiungi immagini…” e selezionare la foto che si desidera trasformare.

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Figura 12: Hugin, schermata principale

Nella finestra di dialogo che compare specificare il tipo di obiettivo. Nel caso di proiezione equidistante selezionare “Fisheye circolare” o “Fisheye full-frame” (diagonale), per le proiezioni ortografica, stereografica ed equisolida (equivalente) selezionare le rispettive opzioni. È possibile specificare l’angolo di campo orizzontale (in tal caso il software calcolerà in automatico la lunghezza focale) oppure, più semplicemente, immettere la lunghezza focale: l’angolo di campo sarà calcolato sulla base della proiezione specificata. Per le reflex con sensore più piccolo del 24 x 36 mm indicare anche il fattore di moltiplicazione nell’apposita casella (“Moltiplicatore lunghezza focale”).

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Figura 13: Hugin, finestra di dialogo “Dati fotocamera e obiettivo”

2.2 Anteprima e scelta proiezione

Sul menu “Visualizza” scegliere “Finestra dell’anteprima veloce”. Nella nuova finestra appaiono diverse schede. In “Assistente” troviamo le informazioni già inserite sull’obiettivo (che qui si possono eventualmente modificare), mentre in “Proiezione” andremo a specificare la proiezione finale.

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Figura 14: Hugin, finestra dell’anteprima veloce

Se l’intenzione è di simulare un obiettivo ortoscopico scegliere “Rettilineare” (termine, come abbiamo detto, improprio). Naturalmente esistono diversi altri modi di trasformare un’immagine a 180°: in questa sede tuttavia mi occuperò solo di quello che simula la proiezione centrografica.

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Figura 15: Hugin, elenco delle proiezioni utilizzabili

Utilizzando le guide poste a destra e sotto l’anteprima è possibile ritagliare l’immagine (si può effettuare la stessa operazione specificando il campo inquadrato, in gradi, nelle rispettive caselle, angolo di campo orizzontale e verticale).

2.3 Assemblaggio

Una volta effettuate queste operazioni tornare alla finestra principale di Hugin e selezionare la scheda “Assemblatore”. Qui è ancora possibile modificare il tipo di proiezione finale, il campo inquadrato e stabilire la dimensione dell’immagine finale. Premere quindi “Assembla!” e attendere che il programma svolga l’operazione, salvando il file progetto e l’output quando richiesto. Se tutto è stato impostato correttamente – è essenziale, ripeto, indicare con precisione tipo di proiezione e lunghezza focale del fisheye utilizzato – otterremo un’immagine rettilinea corrispondente a un obiettivo grandangolare ortoscopico, con un angolo di campo probabilmente superiore a qualsiasi altro esistente in commercio.

Naturalmente è possibile in seguito migliorare l’immagine ottenuta con qualsiasi software adatto allo scopo. In certi casi potrebbe essere inoltre necessario correggere una residuale distorsione a barilotto (vedi figura 18).

2.4 Ne vale la pena?

Esistono delle condizioni che inficiano, a prescindere, la qualità del risultato finale.

Come già visto, diversamente dalle tipiche proiezioni fisheye la proiezione centrografica aumenta la scala verso l’esterno. Con il “defishing” il software “allunga” quindi i bordi del fotogramma, che risultano così piuttosto privi di definizione specie se confrontati con il centro dell’immagine, che rimane invece nitido. Se l’angolo di campo finale non è esasperato e l’utilizzo dell’immagine si limita a stampe di piccolo formato o alla visione sul web l’operazione può risultare (quasi) soddisfacente.

Nelle immagini che seguono mostro uno scatto realizzato con un 11 mm ortoscopico, uno degli obiettivi più grandangolari esistenti oggi (figura 16), la stessa scena ripresa con fisheye stereografico (figura 17) e il “defishing” dell’immagine realizzato con Hugin (figura 18). Da notare che quest’ultima ha un angolo di campo addirittura superiore alla prima, simulando indicativamente quello di un 10 mm. Fra parentesi le misure approssimative degli angoli relativi a larghezza, altezza e diagonale.

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Figura 16: Ossario del Pasubio. Obiettivo ortoscopico 11 mm (117,14° x 94,98° x 126,1°).

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Figura 17: Ossario del Pasubio. Fisheye equidistante 8 mm su fotocamera reflex APS-C (circa 118,91° x 105,36° x 167°)

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Figura 18: Ossario del Pasubio. “Defishing” dell’immagine precedente: il risultato emula l’angolo di campo di un obiettivo ortoscopico di 10 mm (circa 121,89° x 100,39° x 130,38°). Da notare la residua distorsione a barilotto

  1. Consigli di acquisto

3.1 Quale proiezione?

L’acquisto di un fisheye pone in campo considerazioni di carattere tecnico – espressivo e, naturalmente, economico.

Esiste una proiezione migliore delle altre? La risposta è, ovviamente, no. Dipende dal tipo di utilizzo e dalle scelte espressive di ogni fotografo. Personalmente, come fisheye diagonale, preferisco l’equisolido, per l’enfasi data al centro e la forte compressione ai bordi, mentre come fisheye circolare utilizzo con grande soddisfazione un equidistante. Per il defishing ritengo sia migliore lo stereografico, per la minore compressione dei bordi.

3.2 I fisheye più economici

Gli obiettivi fisheye consentono di scattare foto uniche; per certi scopi, poi, sono senz’altro insostituibili.

Io tengo sempre nella borsa un fisheye, ma le foto che scatto con quest’obiettivo costituiscono sempre una percentuale molto piccola sul totale.

L’acquisto di un obiettivo fotografico per scattare poche – anche se particolarissime – foto può non essere prioritario, visti anche i costi spesso non irrisori dei fisheye. Ecco un breve elenco di obiettivi di costo relativamente contenuto e buona qualità ottica. Sono tutti a messa a fuoco manuale ma, data l’estrema profondità di campo, è veramente difficile che le foto risultino sfocate.

3.2.1 Zenitar 16 mm f/2,8

(http://allphotolenses.com/lenses/item/c_53.html)

Si tratta di un fisheye diagonale equidistante per il formato 24 x 36 di produzione russa. Sui sensori APS-C non ha senso: restituisce immagini che sembrano riprese con un grandangolo a elevata distorsione. I suoi punti di forza sono, oltre al costo, il peso contenuto (310 g) e l’ottima qualità ottica.

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Figura 19: Roma, Pantheon. Zenitar 16 mm f/2,8 su fotocamera full frame

3.2.2 Peleng 8 mm f/3,5

(http://allphotolenses.com/lenses/item/c_265.html)

È un fisheye equidistante, circolare sul formato 35 mm e diagonale sulle fotocamere APS-C (dove tuttavia gli angoli appaiono oscurati). È prodotto a Minsk, in Bielorussia. Il rapporto qualità / prezzo è buono, anche se necessita di qualche avvertenza:

  • il cerchio ha un diametro di circa 25 mm e non sembra perfettamente centrato. Ho provato, nel corso degli anni, due copie di quest’obiettivo, e hanno presentato il medesimo problema;
  • in presenza di fonti di luce si formano “macchie” luminose ai bordi (flare), particolarmente evidenti sul “full frame”. Tenuto conto dell’angolo di campo si tratta di un fenomeno (quasi) inevitabile.

Se si riesce a convivere con questi difetti, l’obiettivo può dare molte soddisfazioni (oltre alla seguente, ho scattato col Peleng 8 mm tutte le immagini con fisheye circolare presentate in questo articolo).

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Figura 20: Torino, Basilica di Superga. Peleng 8 mm f/3,5 su fotocamera full frame

3.2.3 Samyang 8 mm f/3,5

(http://allphotolenses.com/lenses/item/c_2738.html)

Si tratta del già citato fisheye stereografico diagonale per APS-C della nota casa sud coreana. Questa versione presenta il paraluce staccabile quando si voglia montare l’obiettivo su fotocamere FF. In questo caso l’immagine risulterà un cerchio tagliato sopra e sotto (vedi figura 21), un taglio curioso che non a tutti piacerà e che richiama, se pur alla lontana, certe proiezioni cartografiche (https://en.wikipedia.org/wiki/List_of_map_projections). Consigliato a chi vuole sperimentare una proiezione fisheye diversa da tutte le altre. Esiste anche una versione diagonale per il “full frame” (http://allphotolenses.com/lenses/item/c_4072.html), più costosa, e una per il formato micro quattro terzi (http://allphotolenses.com/lenses/item/c_1342.html).

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Figura 21: Parco di Villa Pisani, Stra. Samyang 8 mm f/3,5 su fotocamera reflex full frame

 


Testo e foto di Andrea Tessaro

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