Circolo Fotografico Scledense BFI

Corso 2018: il paesaggio

Come esprimersi tramite una foto?

Fare una foto può anche significare rappresentare quello che, banalmente, ci capita davanti agli occhi. È così che molti fotografano il piatto che ci viene posato davanti, un fiore che intercettano per caso, un uccellino che si è posato sul davanzale, il gatto che  …

Perché fotografiamo?

I semiologi ci dicono che il linguaggio visivo viene usato per scopi diversi:

  • per informare il ricevente
  • per indurlo ad agire
  • per stabilire un contatto
  • per esprimere i propri sentimenti

Ed ecco che si possono individuare alcune tipi di fotografie:

  • Fotografia documentaristica, l’attenzione è puntata sul contenuto della foto, il messaggio visivo informa e documenta fatti.
  • Fotografia emotiva-espressiva, L’attenzione è puntata sull’emittente, ovvero sul fotografo; il messaggio visivo trasmette il punto di vista del fotografo che diventa così il soggetto della foto
  • Fotografia estetica, l’attenzione è puntata sul messaggio, cioé sulla forma della rappresentazione. Questo tipo di foto è svincolata da dove e quando si fotografa, il vero soggetto è la forma.

Molto spesso l’impulso a fotografare nasca da un’emozione che d’improvviso proviamo perché quello che vediamo ci appare d’impulso bello o ci ricorda qualcosa di emotivamente forte o anche solo interessante.

Eppure, per chi guarda quella foto, l’emozione del fotografo si è persa.

Come fare per esprimersi tramite immagini?

Anche per questo molti si iscrivono a corsi di fotografia, come quello che si è tenuto presso il nostro Circolo nel mese di maggio.

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Un ombrello rosso è una bella massa di colore, tanto più che il rosso è colore complementare di tutto quel verde

Un gruppo di persone motivate che ha provato fare foto con la guida dei soci del circolo. Un guida tematica che si è dedicata ai vari temi:

  • paesaggio naturale
  • paesaggio urbano
  • ritratto.

Alcune spiegazioni di indirizzo e poi tutti fuori a scattare foto con l’incarico di dedicarsi non a foto documentarie, ma a foto emotive o estetiche.

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In un ambiente che è lo stesso per tutti, la Tajara del Castello o la Valletta, come trovare il proprio punto di vista che si differenzi dagli altri?

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Mentre i corsisti si mettono letteralmente a caccia, Paolo si diverte a osservarli.

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Erich De Rosso

Talvolta basta selezionare il proprio campo visivo e comporre pochi elementi: una nuvola e chiome frastagliate e geometriche.

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Paolo Sartore

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Paolo Sartore

 

Talvolta bisogna giocare su luci e ombre, l’importante è identificare il soggetto, le foglie a fuoco, e lo sfondo.

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Omar Storti

Semplificare una foto togliendo gli elementi inutili, concentrandosi su forme semplici e colori netti è un buon modo per esercitare l’occhio.

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Elisa Zaccaria

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Elisa Zaccaria

Elisa si è concentrata su un’edera abbarbicata a un tronco, quì è entrata in gioco la tecnica: togliere ogni automatismo, scegliere il soggetto da mettere a fuoco e concentrarsi su questo, su questo va misurata la luce scegliendo un diaframma molto aperto, per sfumare le parti più vicine o più lontane.

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Gaia Milan

Anche Gaia ha scelto un punto di vista simile, ma qui l’elemento geometrico si impone: un triangolo in basso e una raggiera nella parte superiore della foto.

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Francesca Tomasi

Anche qui il tema è simile ma la foto è originale, Francesca ha scelto un controluce che fa vibrare i colori, non vi è un soggetto vero e proprio ma un pattern di macchie verdi con l’originalità del mosso.

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Cristian Zilio

Cristian ha mosso lo zoom durante lo scatto, ne è risultata un’esplosione, una raggiera dentro la quale precipita l’occhio.

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Beatrice Campana

Beatrice ha scelto una foto estetica: un pattern di superfici di due colori che si intersecano e si mischiano,


Fotografie scattate durante il corso di Fotografia 2018 nell’uscita dedicata al paesaggio naturale.

Ricordiamo ai corsisti e a tutti i soci che possono partecipare all’uscita fotografica di domenica 10 giugno a Stra: https://circolofotografico.wordpress.com/2018/05/24/il-programma-di-giugno-2018/

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Un commento su “Corso 2018: il paesaggio

  1. Pingback: Corso 2018: il ritratto | Circolo Fotografico Scledense BFI

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