Circolo Fotografico Scledense BFI

Pittura e fotografia: impressionismo

All’inizio fu Turner: eliminò le linee di contorno e i suoi paesaggi divennero evanescenti, immersi in un’atmosfera che non era più quella della pittura precedente. La natura in Turner era qualcosa di sublime, una forza indomabile che non può per sé stessa essere catturata con esattezza.

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Turner: Canal Grande

Le sue vedute fecero scuola e vi fu chi disse “non c’era nebbia sul Tamigi prima che arrivasse Turner”.

Poi vennero gli impressionisti e la realtà si dissolse in un vibrare di luce, le cose persero i contorni e i colori non furono più le tinte esattamente calibrate della pittura precedente ora i contorni sfumavano e ogni colore era la vibrazione di più colori accostati, anche e soprattutto se contrastanti.

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Monet: Donna con parasole

Così la pittura perdeva anche la volontà di voler rappresentare la realtà. Per la verità ben poca pittura si concentrava a rappresentare esattamente la realtà, dato che le immagini si caricavano di significati simbolici, di allegorie e rinviavano ad una realtà che andasse oltre la realta sensibile.

In fotografia

La fotografia appartiene alle arti visive e rivendica il suo lato artistico anche se si porta eternamente addosso l’idea di essere una “rappresentazione esatta della realtà“. Sappiamo che non è così a dispetto di quanto sembra: ogni fotografia rappresenta più lo sguardo di chi fotografa che una realtà esterna, immutabile o transitoria che la si voglia considerare.

  • La scelta del soggetto,
  • il punto di vista,
  • l’illuminazione,
  • la composizione,
  • la distanza
  • il colore della luce
  • la messa a fuoco

sono tutte scelte che il fotografo opera e un chiaro di luna semplicemente virato verso l’arancione o verso il blu comunicherà modi diversi di vedere quel chiaro di luna. Nel tentare di allontanarsi da una rappresentazione falsamente oggettiva anche i fotografi fanno la scelta di discostarsi dalla visione esatta della realtà ed ecco che le foto cominciano a vibrare.

Guardate le foto seguenti e domandatevi: vi piacciono di più così o preferireste una loro versione più “esatta”?

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Le tecniche

Se un pittore ottiene quei risultati rinunciando ai contorni o picchiettando la tela con punti di colore tutti diversi, come fa un fotografo?

Una tecnica l’ha già mostrata Andrea Tessaro in questo articolo: Il fattore tempo (2). Si scattano due o tre foto sovrapposte in una sola tenendo la macchina fotografica a mano libera, il piccolo movimento della mano darà alla rappresentazione quella indeterminatezza ricercata.

Gli autori delle foto di questo articolo hanno ottenuto lo stesso effetto utilizzando appositi filtri che quasi tutti i programmi di ritocco fotografico hanno.

Oppure  hanno deciso di scattare le foto con un filtro apposito che diffonde la luce in punti più o meno grandi.

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Altri effetti si possono avere appannando la lente prima di scattare, ponendo una tela sottile o una calza davanti all’obiettivo, ecc.

Infine c’è un sistema particolarmente semplice come quello utilizzato da Alessandra: fotografate non la realtà ma i suoi riflessi nell’acqua e capovolgete la foto.

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Fotografie di Roberto Campagna, Paolo Bicego, Alessandra Calcagno

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