Circolo Fotografico Scledense BFI

Il fattore tempo (2)

LA FOTOCAMERA IN MOVIMENTO

Se il mosso è voluto

Una foto mossa normalmente si elimina, salvo che il mosso non sia intenzionale e usato a fini creativi.

Tessaro_tempo 18

Figura 18: l’immagine di sinistra (dettaglio) è da buttare. Decisamente meglio il secondo scatto, realizzato con un tempo di 1/10 (obiettivo stabilizzato, fotocamera reflex).

Anche in questo caso essenziale al risultato è l’utilizzo di tempi lunghi, ma la tecnica di ripresa è esattamente all’opposto rispetto a quanto già visto: qui è la fotocamera a muoversi davanti ad un soggetto solitamente statico (in inglese è detta ICM, Intentional Camera Movement).

È possibile distinguere, sulla base del tempo, due tipi di movimento della fotocamera:

  • breve (inferiore al secondo, di solito tra 1/30 e 1/4) e (ovviamente) rapido;
  • lungo (più secondi) e (solitamente) lento.

Nel primo caso la fotocamera può essere mossa lungo le linee guida del soggetto, enfatizzandole, oppure imprimendo un leggero moto rotatorio, ottenendo in entrambi i casi un effetto pittorico.

Con dispositivi privi del controllo dei tempi e dei diaframmi (es. cellulari o compatte) è possibile imporre un tempo lungo impostando la sensibilità alla luce più bassa (naturalmente il mosso sarà evidente solo con luce attenuata e/o movimenti molto rapidi).

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Figura 19: mosso, 1/8 a f/11 e ISO 50 (fotocamera reflex).

 

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Figura 20: mosso, 1/17 a f/2,4 e ISO 100 (telefono cellulare).

 

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Figura 21: mosso, 1/5 a f/4 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi). L’effetto è ottenuto, in questo caso, da un mezzo in movimento.

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Figura 22: mosso, 1 secondo a f/16 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

 

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Figura 23: mosso, 1/9 a f/2,4 e ISO 100 (telefono cellulare).

 

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Figura 24: mosso, 1/5 a f/2,4 e ISO 143 (telefono cellulare).

 

“Zooming” e “camera toss” Un rapido movimento dello zoom (di solito in avanti) al momento dello scatto, tenendo la fotocamera ben salda, avrà come risultato un effetto di movimento decisamente dinamico. Questa tecnica è chiamata “zooming”, e anche in questo caso il tempo deve essere lento, il diaframma chiuso e il valore ISO basso.

 

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Figura 25: Il cagnolino era fermo e tranquillo. Grazie allo zooming si è trasformato in un feroce mastino pronto a balzare (0,5 secondi a f/16 e ISO 50, fotocamera reflex).

 

Sempre a proposito di movimenti rapidi, esiste anche una tecnica che consiste nel lancio della fotocamera (“camera toss”). Il tempo deve corrispondere in linea di massima al totale di lancio e ricaduta (indicativamente tra 1 e 2 secondi). Naturalmente occorre molta cautela …

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Figura 26: “camera toss”, 2,5 secondi a f/8 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

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Figura 27: “camera toss”, 2,5 secondi a f/8 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

Sovrapposizioni

Un’altra possibilità, pur non rientrando a rigore nel campo del mosso creativo, consiste nello scattare a mano libera tre foto in rapida sequenza (non mosse) e di sovrapporle in postproduzione. Questa tecnica era utilizzata già nell’analogico e, naturalmente, è facilmente riproducibile in digitale. Il leggero disallineamento dà un risultato affine a una foto mossa, con un accentuarsi dell’effetto pittorico.

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Figura 28: sovrapposizione di tre scatti a 1/640, f/4 e ISO 200 (fotocamera reflex).

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Figura 29: sovrapposizione di tre scatti a 1/60, f/5,6 e ISO 200 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

Mosso intenzionale e tempi lunghi

Il secondo tipo di movimento della fotocamera, lungo e lento, si può realizzare solitamente in condizioni di luce scarsa (di giorno, naturalmente, è sempre possibile effettuare questo genere di scatti con un filtro ND). In alternativa, anziché muovere la fotocamera ci si può muovere con essa tenendola ferma, scattando cioè da un mezzo in movimento.

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Figura 30: 1,6 secondi a f/8 e ISO 100. Scatto realizzato da un mezzo in movimento (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

In presenza di uno o più punti luminosi si creano le tipiche scie di luce. Il risultato non è sempre prevedibile, ma è fotografico nel senso più stretto del termine (“scrittura con la luce”).

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Figura 31: scie di luce, 5 secondi a f/2,8 e ISO 125 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

 

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Figura 32: scie di luce, 10 secondi a f/11 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

 

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Figura 33: scie di luce, 15 secondi a f/8 e ISO 100 (fotocamera mirrorless micro quattro terzi).

 

In questo caso occorre solo fantasia e voglia di sperimentare. I risultati potranno lasciarvi a bocca aperta!


Testo e immagini: Andrea Tessaro

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Un commento su “Il fattore tempo (2)

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