Circolo Fotografico Scledense BFI

I serpàri di Cocullo

Non esiste cultura che non abbia adorato o temuto il serpente, il cui simbolismo può rappresentare morte e malvagità, ma anche vita e rigenerazione.

Bastone di Esculapio.jpgNell’ambivalenza dei significati i miti che riguardano il serpente ne fanno da un lato una forza del male e un annunciatore di morte, dall’altro Esculapio, dio della medicina, ha in mano un bastone con un serpente avvolto (talvolta due) e in questo caso rappresenta la vita (il serpente perde la propria pelle e rinasce).

Nei testi della religione giudaico cristiana il serpente è l’incarnazione del male, è colui che tenta Eva e ne provoca il “peccato” e ancora Dio punisce il popolo di Israele nel deserto inviandogli contro serpenti velenosi. Anche qui però il simbolo è ambivalente perché è sempre Dio che ordina a Mosé di costruire un serpente di bronzo dal potere curativo. Morte e vita, malattia e guarigione appartengono al mito.

Urobùro

UroburoUn mito antico riguarda l’Urobùro, il serpente che si morde la coda in un cerchio perfetto. Da sempre rappresenta le stagioni che si “mangiano” una dopo l’altra fino al ritorno della prima, un eterno ritorno che ha sempre simboleggiato lo scorrere, del tempo. Fu simbolo caro a Pico della Mirandola, Marsilio Ficino e in generale alla cultura rinascimentale.

Tradizioni popolari

Il serpente è un animale che scompare strisciando entro il suolo e ne esce talvolta all’improvviso. E’ animale a sangue freddo che va in letargo d’inverno e si risveglia a primavera, scompare quando il mondo vegetale sembra morto e riappare quando germogliano foglie e fiori. Alle culture agrarie appare dunque come un intermediario tra il mondo dei morti nel sottosuolo e il mondo dei vivi nel soprassuolo.

Non fa stupore che possa essere utilizzato anche come colui che possiede un’arcana conoscenza e alcune culture lo utilizzano a scopi predittivi.

E’ il caso degli abitanti dell’Appennino abruzzese dove ogni anno si celebra una strana cerimonia.

Cocullo

E’ un paesino posto sull’appennino abruzzese, paese piccolo con poco più di 200 abitanti. Ha una tradizione antica oggi divenuta attrazione, ogni primo di maggio (un tempo ogni prima domenica di maggio) si svolge la Festa dei Serpari.Campagna_Serpari (1).jpg

E’ una cerimonia che mescola credenze cristiane (festa di San Domenico) ad antiche credenze pagane.

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Inizia la mattina con uno scampanio e l’arrivo dei pellegrini provenienti anche da altre regioni, spesso si tratta di cocullesi emigrati. Entrano in chiesa cantando inni devozionali, l’uscita viene fatta camminando a ritroso per non rivolgere la schiena al santo. Mentre sull’altare si celebra la messa, i devoti all’interno di essa ripetono antichi riti devozionali simbolici: si tira, con i denti, la corda di una campanella per preservarsi dal mal di denti; si preleva la terra, un tempo spazzatura della chiesa, posta in una piccola grotta dietro la nicchia del Santo, per usi apotropaici: sparsa sui campi o intorno alle abitazioni, essa tiene lontani i pericoli di ogni genere, sciolta nell’acqua e bevuta, combatte la febbre. (http://conoscere.abruzzoturismo.it/news.php?IDNews=2711)

Campagna_Serpari (3).jpg

Il clou della festa è quando la statua del santo viene portata fuori dalla chiesa. A quel punto entrano in scena i serpari che da una cassetta di legno tirano fuori i loro serpenti, frutto di una caccia accurata i giorni precedenti.

Campagna_Serpari (4).jpgNon sono velenosi, ma ogni serparo riconosce il proprio e ognuno avviluppa la statua del santo con i propri serpenti. Inizia poi la processione che si svolge per le vecchie vie del borgo. Partecipano al rito due ragazze in costume tradizionale, portano sulla testa i canestri contenenti cinque pani sacri, i cosiddetti “ciambellani”, che in ricordo di un miracolo compiuto dal Santo, verranno offerti, per antico diritto, ai portatori del simulacro e dello stendardo.

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L’annata sarà buona e l’auspicio è considerato di buon augurio se nessun serpente si staccherà dalla statua del santo e cadrà a terra.

Alla fine ogni serparo prenderà il “suo” serpente e andrà a riportarlo là dove l’ha trovato.

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La festa è molto nota e attira anche appassionati che vengono con i loro serpenti. Si possono vedere anche pitoni infreddoliti e protetti dai loro proprietari. Molte persone amano farsi fotografare con i serpenti intorno al collo.

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Riti che coinvolgono i serpenti si svolgono in Spagna, a Santiago di Compostela e,  in Grecia, nell’isola di Cefalonia.


Le fotografie sono state scattate circa 25 anni fa da Roberto Campagna

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Questa voce è stata pubblicata il 28/02/2018 da in Eventi esterni con tag , , , .
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