Circolo Fotografico Scledense BFI

Forgerons

12° 39′ 0″ N, 8° 0′ 0″ W. Siamo nel pieno dell’Africa tropicale, lungo le rive del Niger sta Bamako, 3 milioni di abitanti e capitale del Mali.

Nella periferia di Bamako esiste un quartiere particolare, abitato da centinaia di famiglie e migliaia di persone. Sono uomini, donne e bambini, riuniti in cooperativa, che sopravvivono recuperando materiale ferroso di ogni genere, il quale viene successivamente demolito a mano, per poi riutilizzarne una buona parte.

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I forgerons (fabbri) sono considerati una casta, detentori di segrete e arcane conoscenze, tra le quali la lavorazione del ferro. Si considerano discendenti del re stregone Soumangourou Kanté.

In Africa i cantori celebrano i fabbri come i figli maggiori della società perché vi giocano un ruolo importante. Intervengono alla base della creazione e dell’elaborazione degli utensili di produzione in tutti i campi della vita quotidiana, l’agricoltura, la pesca, la caccia. (…) I forgerons hanno un ruolo anche come mediatori nei conflitti interfamiliari. In alcuni casi all’inizio dell’inverno, tutti coloro che avevano beneficiato degli utensili forgiati dai Noumou, pagano in natura con i frutti del raccolto, miglio, riso, fagioli, … (http://www.ffamfrance.com/les-forgerons/)

Con metodi arcaici i forgerons scaldano il ferro con il fuoco attizzato da mantici a manovella, e così lo rimodellano. Recuperano il ferro sotto qualunque forma si presenti, vecchie lamiere, bidoni ancora incrostati di olio, vecchie vasche da bagno.

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Con lavoro paziente le lamiere ondulate vendono spianate battendole con il martello, poi tagliate pazientemente con martelli e punteruoli, infine si procede a costruire nuovi oggetti partendo da questa materia riciclata.

Alla fine le varie componenti vengono assemblate e levigate, sempre ed esclusivamente a mano.

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La gente vive in condizioni disumane per la totale mancanza di igiene e per il caldo soffocante in ogni stagione dell’anno. Dorme in baracche che definire abitazioni è un vero eufemismo, a contatto con una discarica interna, dove viene bruciato in continuazione l’olio contenuto nei grossi bidoni riutilizzati.

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La produzione consiste soprattutto in piccoli fornelli da cucina e utensileria domestica varia. I prodotti vengono messi in vendita in “negozi” situati sia all’interno che nelle adiacenze del quartiere.

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Questo reportage è stato realizzato nel 2010, ma so per certo che anche tutt’oggi le condizioni di vita e di lavoro non sono cambiate. Tutte le immagini originali sono state scattate in diapositiva colore, con il sistema analogico, e successivamente trasferite in digitale.


Paolo Tomiello

Il portfolio è presentato alla mostra di Palazzo Fogazzaro sul tema RRR= Recupero Rinnovo Rinasco.

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Questa voce è stata pubblicata il 02/12/2017 da in Eventi CFS con tag , , .
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