Circolo Fotografico Scledense BFI

Un parco vent’anni dopo

Parafrasando Eraclito si può dire che non si visita lo stesso parco due volte. Nel tempo, come una cosa viva, il parco cambia: un ramo cade, nuovi fiori spuntano, una pianta viene sopraffatta da un’altra, un’edera getta la propria tela un po’ più in là, una visuale aperta viene intercettata da un ramo o una siepe.

Così è successo per il Parco di Villa Rossi a Santorso che siamo andati a visitare vent’anni dopo un servizio fotografico che il Circolo Fotografico aveva fatto nel 1997.

Dall’ingresso si vedeva il tempietto

Il lungo muro a sinistra guidava l’occhio fino al varco scuro sormontato da un timpano che porta al tempietto pompeiano. Poi sono cresciue le siepi e la visuale è completamente cambiata, resta il cipresso sull sfondo e il tassodio sulla destra, ma ora è cambiato quello che si vede.

E’ sparito l’albero che troneggiava davanti alla villa

Sono cresciuti gli alberi sul “parco delle rive” dietro la villa che fu di Alessandro Rossi. Ora il campanile della Chiesa del Santo si vede appena.

E’ stato ripristinato l’antico disegno dell’architetto Caregaro Negrin

Negli anni ’30 del novecento avevano cambiato il disegno delle siepi, poi le siepi erano cresciute, qualcuna era morta e attorno alla vasca che si vede dalla strada le siepi formavano un disegno informe. Nel 2016 è stata fatta un’opera di pulizia, La vasca è tornata a essere facilmente raggiungibile.

Era già rovina

Il tempietto pompeiano era stato progettato come rovina fin dall’inizio. Il sentimento romantico che ha guidato il progettista, l’arch. Caregaro Negrin, prevedeva dei muri incompleti, come fosse crollata la volta e il tempo avesse lasciato solo tracce di palazzi antichi. Questo invece è rimasto quasi immutato nel secolo e mezzo dalla sua costruzione, le rovine sono rimaste tali e le edere hanno continuato a crescere.

Rinascita di un parco

Il parco di Villa Rossi a Santorso è di proprietà dei comuni di Schio e Santorso. Ha conosciuto un periodo di decadenza dopo che le Opere Pie avevano costruito edifici impropri a fianco della villa e il parco era stato chiuso e abbandonato.

Con l’affidamento della custodia a Oasi Rossi, sono cominciate le opere di manutenzione, sfalcio, potatura, pulizie dei sentieri.

Poi, nel 2016, un intervento consistente, finanziato con fondi europei, ha fatto fare un salto di qualità al Parco. Ora il parco è accessibile e sono state approntate una serie di guide e di segnalazioni.

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Per tutti

disabili logoAll’ingresso del parco, sulla sinistra troverete una mappa tattile che illustra la mappa del parco e le emergenze paesaggistiche e architettoniche. Non solo è colorata, ma è rivestita da una particolare pellicola trasparente dove le scritte sono replicate con caratteri braille.

Il parco è diventato accessibile, ora può essere visitato da persone con deficit sensoriale e motorio, può essere visitato da persone in carrozella (meglio se accompagnate) o da ipovedenti o sordi, una serie di guide li agevoleranno nella visita.

Dove sono i cartelli?

A parte la mappa all’ingresso non ne troverete neppure uno. Riempire di cartelli un parco avrebbe alterato la percezione e prodotto un effetto di strada pubblicitaria. Sfruttando la tecnologia la comunicazione è diventata immateriale, delle antenne agganciano il vostro telefonino e vi raccontano una storia, che può essere sotto forma di scritto, di video o di racconto.

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Illuminazione

Altrettanta attenzione è stata dedicata alle luci, niente lampioni, solo rade luci segnapasso a terra, i fornici illuminati in modo indiretto e qualche faretto apre scorci nel buio del parco.

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Sulla storia del parco e la possibilità di visitarlo potete trovare informazioni qui:


Il portfolio è esposto alla mostra RRR aperta tutto il mese di novembre a Palazzo Fogazzaro a Schio: Recupero Rinnovo Rinasco.

Fotografie di Renzo Priante

 


Il parco di Villa Rossi ha una storia antica, nasce tra il 1865 e il 1880 quando Alessandro Rossi, affermato industriale laniero, compra un podere a Santorso per farne la sua residenza circondata da un parco e da un podere modello. Villa e Parco si trovavano in posizione baricentrica rispetto agli stabilimenti di Schio-Torrebelvicino e Rocchette.
Ora è di proprietà dei comuni di Schio e di Santorso. Dopo un periodo di abbandono è iniziato il recupero con la manutenzione ordinaria dei viali, la potatura di piante e cespugli, il rinnovo di alcune specie malate.
Nel 2016 vi è stato un importante intervento che ha reso il parco accessibile, ovvero utilizzabile da persone con “limitata o impedita capacità sensoriale e motoria”. E’ stata posta in opera una serie imponente di cavidotti (non visibili) che permettono di percorrere il parco con uno smartphone e farsi guidare alla scoperta delle sue componenti. Una mappa tattile permette ai non vedenti di esplorare la planimetria del parco, una serie di trasmettitori bluetooth catturano l’attenzione del telefono digitale e propongono racconti e storie del parco. L’utilizzo delle reti immateriali ha permesso di evitare la presenza di ingombranti cartelli.

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