Circolo Fotografico Scledense BFI

Saline del Laos

Pochi sanno che il termine “salario” deriva dal sale e questo testimonia il passaggio da un termine che indica la razione di sale allo stipendio. L’etimologia chiarisce abbastanza bene l’importanza del sale nell’antichità.

Sale e agricoltura

Prima della rivoluzione agricola (Medio Oriente 10.000 anni fa)  l’uomo era cacciatore e raccoglitore e quindi in balia dei cibi che riusciava a “trovare”. Questo limitava fortemente la crescita della specie umana, sparsa in pochi nuclei (tribù) su vasti territori e senza insediamenti stabili dato che il cibo andava rincorso inseguendo il ritmo delle stagioni e le migrazioni degli animali.

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Con la scoperta dell’agricoltura e dell’allevamento tutto cambia, l’uomo impara a produrre da sé il proprio cibo con un’abbondanza tale da permettere l’accumulo di riserve che dovevano servire fino alla semina dell’anno successivo. Eppure, nonostante carestie ed epidemie ricorrenti, la rivoluzione agricola ha vinto rendendo marginali i cacciatori/raccoglitori e creando insediamenti stabili che sono poi diventati città. Ma questa è un’altra storia.

La svolta fondamentale si è avuta quando si è scoperto che il sale era il metodo più semplice per conservare la carne e il pesce, proteine di eccezionale resa per l’alimentazione, ma che dovevano essere consumate subito. Con  il sale tutto cambia, carni e pesci avvolti nel sale durano mesi e permettono l’accumulo e quindi il superamento di lunghi periodi intermedi.

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Serviva perfino per conservare il corpo degli uomini e viene utilizzato nel processo di mummificazione degli antichi egizi

Non ovunque vi è sale

Il sale si trova in enorme abbondanza nell’acqua del mare. Ma come estrarlo? Nel modo più semplice, attraverso una lunga rete di canali si fa entrare il mare in basse piscine, si chiude il canale e si lascia che il sole faccia evaporare l’acqua. Poi si raccolgono i bianchi cristalli che si trovano lì dove prima c’era l’acqua.

Il mare è ovunque e tutti i paesi possono produrlo, in teoria. Dove il sole non è in grado di far evaporare l’acqua il semplice e meraviglioso meccanismo della raccolta del sale non funziona. Nei paesi del nord il sale è raro e va importato dai paesi più caldi dove il sole rende facile la produzione.

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Oro bianco

Il sale diventa una merce preziosa e arricchisce chi riesce a commerciarlo. Oggi che il sale costa pochi centesimi sembra strano, eppure i romani hanno dedicato al sale una strada, la via Salaria, che collegava l’Adriatico all’Etruria.

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Era così prezioso da venire impiegato per i sacrifici agli dei. Nella religione ebraica, il sale diviene simbolo di gioia e fratellanza, mentre nell’Antico Testamento ricorre in numerose parabole e metafore di Cristo, con il significato di saggezza, incorruttibilità e alleanza. Non a caso nel Vangelo, Gesù raccomanda ai suoi discepoli di allontanare gli uomini dalla corruzione del mondo, divenendo “il sale della terra”.

Superstizioni
Sul sale esistono moltissime leggende e superstizioni, legate al folklore e alle tradizioni dei diversi popoli. Molti credono che far cadere il sale in terra possa essere fonte di disgrazia, altri ritengono invece che, in unione con l’olio, possa allontanare le forze maligne.
Pochi sanno, poi, che anche il galateo medievale imponeva regole e abitudini sull’uso corretto del sale: era necessario, infatti, maneggiare il sale con attenzione, avendo cura di non toccarlo mai con le mani, ma al massimo con la punta di un coltello. (Vedi http://www.ilgiornaledelcibo.it/storia-del-sale-mille-usi-delloro-bianco/)

Il Laos

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E’ nel 2009 che Paolo si reca nel Laos. A Savanakhet, nel centro sud del paese ai confini con la Thailandia, si imbatte in una salina e annessa una vera e propria fabbrica di sale
La salina segue le normali fasi e modalità di produzione e raccolta tramite l’utilizzo della forza tranquilla del sole.
Per aumentare la produzione l’azienda ha un’annessa “fabbrica di sale”.

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Delle vasche vengono riempite di acqua di mare e poi vengono riscaldate con fuoco a legna o a carbone. Il riscaldamento produce un’evaporazione che accelera di molto la formazione del sale.
Il lavoro è molto duro, specie per le temperature che si creano (facevo difficoltà a restare nei pressi delle vasche per più di qualche minuto).
Gli addetti sono dipendenti salariati (compenso medio un euro-un euro e mezzo al giorno). Sono interi nuclei familiari (lavorano anche bambini piccoli), che abitano in baracche annesse.
Il proprietario che ci ha accompagnato durante la visita era molto orgoglioso della sua fabbrica, del tutto indifferente alle durissime condizioni di lavoro.

 

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Fotografie di Paolo Tomiello

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Questa voce è stata pubblicata il 06/06/2017 da in Eventi esterni, Gallerie con tag , , .

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