Circolo Fotografico Scledense BFI

Macrofotografia 1

Prima parte: cosa serve?

Il rapporto di ingrandimento

Con il termine “macrofotografia” si intende generalmente non tanto un “tema” fotografico (come ad esempio il ritratto o il paesaggio), quanto una ripresa in cui il soggetto è riprodotto con un rapporto di ingrandimento 1:1 o superiore.

1:1?

Ogni obiettivo fotografico è caratterizzato da un rapporto di riproduzione raggiunto alla minima distanza di messa a fuoco. Questo rapporto è espresso, appunto, nella forma 1:4 (ovvero 0,25). Analogamente alla scala di riduzione di una carta geografica, questo significa che a 1 mm sul piano immagine corrisponderanno 4 mm nella realtà. Utilizzando una fotocamera con sensore “full frame”, l’area minima di messa a fuoco al rapporto di 1:1 sarà quindi di 24×36 mm.

01-francobolli-rapporto-di-ingrandimento-05x-ritaglio

Rapporto di ingrandimento 0,5x

02-francobolli-rapporto-di-ingrandimento-1x-obiettivo-macro-65mm-1-5x

Rapporto di ingrandimento 1x

03-francobolli-rapporto-di-ingrandimento-5x-obiettivo-macro-65mm-1-5x

Rapporto di ingrandimento 5x

Gli obiettivi macro

Esistono vari sistemi per raggiungere (e superare) questo limite. Il più semplice è l’utilizzo di obiettivi macro, costruiti normalmente con lunghezze focali che vanno da 50 a 200 mm (equivalenti nel formato 35 mm). La differenza non sta nell’ingrandimento (che è quasi sempre 1:1), ma nella distanza minima di messa a fuoco: le focali più lunghe raggiungono il massimo rapporto di riproduzione a distanze maggiori.

moltiplicatori-di-focaleI vantaggi degli obiettivi macro sono tanti, a partire dalla possibilità di mettere a fuoco all’infinito, quindi di utilizzare l’obiettivo anche per altri scopi. Sono ottiche in generale piuttosto nitide che tollerano benissimo l’accoppiata con un moltiplicatore di focale (un 100 mm macro f/2,8 con un moltiplicatore 1,4x diventa un 140 mm f/4 e rapporto di ingrandimento incrementato proporzionalmente). Infine sono tipicamente molto corrette per quanto riguarda la distorsione.

L’unico svantaggio è il costo, che aumenta con la lunghezza focale (obiettivi più grandi hanno elementi ottici più grandi).

04 Obiettivo macro 180mm f16, ISO 100, treppiede.jpg

Obiettivo macro 180 mm f16, ISO 100 treppiede

06-obiettivo-macro-180mm-f11-14x-iso-100-treppiede

Obiettivo macro 180mm f11 +1,4x iso 100 treppiede

Tubi e anelli

Un’altra soluzione consiste nell’uso di tubi di prolunga. Si tratta di semplici tubi interposti tra il corpo macchina e l’obiettivo, che hanno lo scopo di allontanarlo dal piano immagine. Questo fa diminuire la distanza di messa a fuoco minima aumentando l’ingrandimento.

tubi-di-prolunga-per-macro

Facciamo un esempio. Un classico 50 mm con rapporto di ingrandimento di 0,15 (1:6,67), abbinato a un tubo di prolunga di 40 mm, raggiunge un fattore di 0,95, quindi molto vicino all’1:1 (naturalmente è possibile combinare tubi di prolunga di diverse lunghezze). Il principale vantaggio di questo sistema risiede nei costi (esistono tubi di prolunga “universali” molto economici). Inoltre, non avendo elementi ottici, i tubi non modificano la qualità dell’obiettivo di partenza.

Gli svantaggi stanno

  • nella perdita della messa a fuoco all’infinito (se si vuole passare dalla macrofotografia agli scatti “normali” occorre togliere i tubi)
  • nello scarso ingrandimento ottenuto con i teleobiettivi (un 100 mm, sempre con ingrandimento di 0,15 e tubo di 40 mm, raggiungerà lo 0,55; un 200 mm con analoghi parametri solo lo 0,35).

Un altro sistema prevede, infine, il montaggio di un obiettivo al contrario grazie ad appositi anelli di inversione. La principale controindicazione è dovuta alla perdita degli automatismi (controllo dei diaframmi e autofocus), per cui in questo caso sarebbe meglio utilizzare un obiettivo completamente manuale.

05-obiettivo-macro-180mm-f16-14x-iso-400-treppiede

Obiettivo macro 180mm f16 +1,4x iso 400 treppiede

07-obiettivo-macro-180mm-f11-14x-iso-400-treppiede

Obiettivo macro 180mm f16 +1,4x ISO 400 treppiede

Cos’altro serve?

treppiedeOggigiorno quasi tutti i nuovi obiettivi macro sono dotati di stabilizzatore. Tuttavia, avvicinandosi all’1:1, la profondità di campo è talmente ridotta che ogni minimo movimento della fotocamera si traduce in un vero e proprio “terremoto” dell’immagine nel mirino (o nel display): per avere foto “ferme” è sempre consigliabile munirsi di un solido treppiede. Un altro accessorio utile può essere il comando di scatto remoto, per evitare di far vibrare la fotocamera nel momento fatidico.

Si tratta, naturalmente, di indicazioni di natura generale: con un po’ di destrezza si possono ottenere ottime immagini anche a mano libera, tutto dipende da quant’è ferma la mano del fotografo.

09-obiettivo-macro-180mm-f8-14x-iso-400-treppiede

Obiettivo macro 180mm f8 +1,4x iso 400 treppiede

10-obiettivo-macro-180mm-f8-iso-400-treppiede

Obiettivo macro 180mm f8 iso 400 treppiede

08-obiettivo-macro-180mm-f11-14x-iso-400-treppiede

Obiettivo macro 180mm f11 +1,4x iso 400 treppiede

Andrea Tessaro

Nel prossimo articolo: consigli pratici.


Di Andrea Tessaro vedi anche: https://circolofotografico.wordpress.com/?s=andrea+tessaro

Annunci

2 commenti su “Macrofotografia 1

  1. Pingback: Divertirsi con la macrofotografia | Circolo Fotografico Scledense BFI

  2. Pingback: Macrofotografia: consigli di scatto | Circolo Fotografico Scledense BFI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Informazione

Questa voce è stata pubblicata il 16/10/2016 da in L'arte di fotografare, La tecnica fotografica con tag , .

Statistiche del Blog

  • 66,658 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: