Circolo Fotografico Scledense BFI

L’occhio di Alfredo

Occhio vigile attento, allenato da una lunghissima esperienza pittorica. Se vogliamo seguirlo nelle sue peregrinazioni artistiche, dobbiamo sforzarci e vedere il mondo attraverso una cornice, dimenticare le forme tridimensionali con le quali “misuriamo” lo spazio e concentrarci sulle trame, sui pattern sulle proporzioni tra i colori e le masse luminose.

Sforzo impegnativo, facile quando ci troviamo davanti a una superficie piana o a una trasparenza, difficile quando il campo visivo comprende elementi lontani tra loro.

Seguiamo Alfredo nel suo peregrinare ozioso e attento in quei momenti di sospensione quando si è soli con sé stessi e il consorzio umano sembra scomparso, coagulato attorno a una partita a una telenovela o intento a preparare le valigie per andare altrove.

Luci, ombre, trame. L’occhio attento coglie dettagli che tutti vedono, ma Alfredo li mette in relazione tra loro spostandosi finché le cose appaiono allineate e la linea gialla è parallela alle ombre.

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Una pennellata di azzurro chiaro. Perchè?

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Ecco come appare il tappeto posato dai commercianti per invitare alle vetrine, rosso come il cappuccio di babbo natale, come il logo della Coca Cola, come un quadro di Mondrian o Rothko.

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Una palla di neve spiaccicata sul vetro crea un paesaggio di azzurro chiaroTroisi-1 senza titolo 5

La colla del nastro adesivo ricorda i colori di Braque o Picasso nel periodo cubista. Il segno di infiniti cartelli affissi sotto il divieto di farlo crea un’irresistibile ironia.Troisi-1 senza titolo 6

Non aprite quel tombino!Troisi-1 senza titolo 7

Ecco come l’occhio interpreta i pattern casuali su un muro. La linea diventa l’orizzonte, sopra le montagne, sotto un lago. Ma è così per tutti?Troisi-1 senza titolo 8Troisi-1 senza titolo 9

Stelle e strisce

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Alfredo Troisi

L’esperienza di Alfredo Troisi si snoda per lunghi decenni: ha lavorato nella pubblicità quando ancora c’era Carosello, ha fatto il grafico, il designer (ha progettato lampade). Nel tempo libero dipingeva e fotografava. A un certo punto il dipingere è diventato un lavoro e per anni ha esposto i suo quadri alla Galerie Vendome di Parigi. Ha intersecato personaggi famosi come Oliviero Toscani.

Quello che qui ci interessa è che Alfredo diventa fotografo per istinto, impara da solo, senza scuole o studi. Fotografare gli è naturale come dipingere, anzi è solo una delle forme attraverso cui produce arte. Nella sua casa espone dei bei quadri Op Art.

Dopo la pura geometria del periodo Op Art ha prodotto quadri pastosi, densi, dove l’astrattismo delle forme rimanda a paesaggi e luoghi della memoria. Molta della sua produzione fotografica ha dei riferimenti più o meno espliciti ai suoi quadri. E’ interessante notare come temi e soggetti delle foto siano ripresi dalle sue pitture e viceversa.

Vedi anche: https://circolofotografico.wordpress.com/2016/05/21/miles/

 

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2 commenti su “L’occhio di Alfredo

  1. Pingback: Il reale immaginario | Circolo Fotografico Scledense BFI

  2. Dr Sunil Deepak
    23/09/2016

    Molto interessante. Grazie

    Mi piace

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Questa voce è stata pubblicata il 23/09/2016 da in Gallerie, l'arte del ritaglio con tag , , .

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