Circolo Fotografico Scledense BFI

Il mondo di Guzzonato

La scoperta di un nuovo continente, di un nuovo mondo, sconvolse la cultura e l’immaginario collettivo del secolo XV, a partire dalla gente colta e da chi improvvisamente scoprì terre infinite dalle quali estrarre ricchezze.

L’avventura di Cristoforo Colombo, nel 1492, che semplicemente voleva “buscar el levante por el poniente” (raggiungere l’oriente passando dall’occidente) rivelò una terra ignota. Non si trattò solo di scoprire cibi prima sconosciuti come fagioli, mais, patate, peperoni e peperoncini, pomodori e zucche, ananas, arachidi, cacao, fichi d’india e mais. Si trattò di scoprire che vi erano popoli prima ignoti con usi, costumi diversissimi e oro in quantità gigantesche, che raggiunse la Spagna e l’occidente.

Fu allora che nacquero le Camere delle meraviglie (Wunderkammer). Si trattava di stanze (o talvolta semplici armadi) piene di oggetti meravigliosi. L’idea poi prese piede, si sviluppò nell’epoca del barocco con la sua ricerca del fantastico (“è del poeta il fin la meraviglia“) e continuò nel secolo dell’illuminismo dove al meraviglioso si aggiunse un nuovo intento scientifico.

Nelle Wunderkammer erano raccolti i reperti più esotici: zanne di elefante, animali con due teste, pesci o uccelli rari o sconosciuti, ortaggi o frutti di dimensioni superiori alla media, coralli, piccoli coccodrilli, lucertole, oppure ossa e denti di pesci, uccelli e mammiferi, o ancora grandi conchiglie, …

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Non mancavano materiali mitologici del bestiario medievale, come corni di unicorno o basilischi che i collezionisti esibivano orgogliosamente senza sapere (o nascondendo ai più) che si trattava di falsi costruiti appositamente da abili imbalsamatori per sfruttare e alimentare il desiderio di fantastico dei loro committenti.

Wunderkammer Acquasaliente

Entare nella ex segheria di Acquasaliente e oggi  laboratorio artistico di Pino Guzzonato è come entrare in una camera delle meraviglie. Pino è collezionista forsennato, raccoglie materiali in quantità inimmaginabili, ma soprattutto raccoglie spunti, suggestioni, idee che formano il suo universo fantastico.

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Pino raccoglie pietre e sa distinguere le pietre del Leogra, da quelle dell’Astico e da quelle del Brenta. Tornando da un viaggio al sud scoprì pietre vulcaniche così meravigliose ai suoi occhi che la macchina arrancava dal peso. Per Guzzonato ognuna di quelle pietre ha un’anima, una sua caratteristica estetica e poetica. Quelle pietre, tra le sue mani, verranno tagliate, levigate o semplicemente forate per inserirvi  un paio d’occhi e diventare così degli animali fantastici.

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Soffice polpa

Gli oggetti più ordinari (che cambiamento di prospettiva rispetto al seicento quando si collezionavano solo oggetti esotici!) diventano, nella mani di un artista, carichi di significato e di suggestione. Come se la meraviglia nascesse non dal provenire da paesi sconosciuti, ma dal fatto che l’artista riesca a dare a pietre o carta significati nuovi, prima ignoti.

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Entrando nel suo laboratorio/museo colpisce la presenza di pile di carta grossolana e colorata: è la carta che Pino costruisce da sé con tecnica artigianale. Studiando decine di testi antichi e moderni è in grado di produrre carta pressoché da quasi tutti i vegetali, non solo polpa di legno, ma stracci, jeans; è riuscito a produrre carta anche dalle cipolle e dagli asparagi. Produce forse l’ultima carta paglia (“quella che usano nelle botteghe è robaccia piena di prodotti chimici, se usassero la vera carta paglia come la faccio io costerebbe più l’involucro che la bistecca“) oggi disponibile.

Anche l’uso è singolare, non è carta da libri o meglio solo da libri, di quali libri si tratti vedremo poi, ma è una carta che si fa plastica sotto le sue dita e diventa scultura o stampo.

Sculture di carta

Come coccodrilli o altri animaletti del suo bestiario, modellati come fosse creta, ma sono leggeri come un soffio.Guzzonato pauletto (3).jpg

Guzzonato garbin (5).JPG

 

Stampi di carta

La carta di Guzzonato non è sottile e quasi levigata, non è carta da fotocopie. E’ spessa, morbida, rivela la sua trama di fibra, è pronta per accogliere non tanto l’inchiostro, quanto le mani dell’artista.Guzzonato Renzo-8428.jpg

Questa carta, bagnata, appoggiata delicatamente foglio dopo foglio, premuta contro una porta una lapide o perfino un muro diventa calco e stampo, memoria e conservazione della memoria. Così è avvenuto per la lapide sulla parete della casa di Goethe a Weimar, la lapide dell’altare maggiore della cattedrale sempre a Weimar o anche solo per la facciata della casa di Luigi Bonotto che lo ricorda in un video visibile qui

https://vimeo.com/tag:pino+guzzonato

Strani libri

La carta viene usata anche per scopi più tradizionali per ricevere, stampati uno a uno, incisioni o pitture che, grazie alla granna grossa, allo spessore e alle modellazioni sono sempre un po’ tridimensionali.Guzzonato tessaro (5).jpg

Talvolta diventano libro, un libro unico stampato come prima dell’era di Guthenberg. Libro arricchito di incisioni originali con le pagine interne stampate con lettere di carta costruite una ad una sul telaio umido e poi premute sulla soffice pagina. Nel suo laboratorio c’è un’intera biblioteca di libri dedicata ai suoi amici o ad altri artisti e ogni libro ha una sua personalità: quello dedicato ad Andrea Zanzotto è in carta di tiglio e ha un piccolo sipario, quello dedicato ad Alda Merini è cucito con fili di seta.

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Talvolta i libri ricordano le cortecce di betulla delle saghe nordiche o gli scritti atzechi come la storia del Tretto disegnata/catturata su una lunga striscia di carta che incorpora l’argento delle sue  miniere e il caolino e gli alberi e l’acqua.

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Talvolta la sua carta, arrotolata in teche trasparenti, diventa foresta, un piccolo boschetto che dialoga con gli alberi oltre la finestra aperta.Guzzonato tomiello (7).JPG

 Bestiario

In una Wunderkammer non possono mancare animali fantastici, tacchini, scimmie antropomorfe, rettili con robusto becco di pappagallo, uova, …

Guzzonato santamaria (4).jpg

Guzzonato Renzo-8398.jpg

Oppure enigmatici manichini.

Guzzonato pellattiero  (8).jpg

O medaglioni e giunchiGuzzonato garbin (4).JPG

Guzzonato colombo (1).JPG

Ce ne andiamo frastornati da tanta malia. Beviamo il clinto (ma quanti decenni sono passati dall’ultimo bicchiere di clinto che avevo assaggiato?) offertoci da Pino, facciamo la nostra foto di gruppo (la foto più banale della giornata) e ce ne andiamo anche per cortesia, sta arrivando una troupe della televisione e Pino deve accoglierla come ha accolto noi.


 

Le foto di questo servizio sono state scattate il 13 marzo 2016 e sono di:

Alessandro Colombo, Arduino Garbin, Mario Paoletto, Giuseppe Santamaria, Lino Sartore, Andrea Tessaro, Ampelio Pellattiero, Renzo Priante, Paolo Tomiello.


Breve biografia

Pino Guzzonato è nato a Marano Vicentino. Diplomato a Venezia ha insegnato e si occupato di studi di antropologia, entomologia e linguistica. Fin dall’infanzia si è interessato all’attività di piccole officine e botteghe artigianali di cui è ricco l’alto vicentino, questo gli ha permesso di conoscere le tecnologie più svariate e di manipolare la pietra, il ferro, il plexiglas, il cristallo, il legno, l’alluminio, il polistirolo, la carta …

Dalla prima personale nel 1965, organizzata dal Circolo Culturale Maranese l’attività artistica si è espansa con mostre in tutta Italia e all’estero con una serie di mostre che occuperebbe pagine e pagine.

Ricordiamo solo la Biennale d’Arte di Venezia nel 2001 e la grande mostra monografica al Lanificio Conte di Schio nel 2013. Vedi qui: https://vimeo.com/61473445.

Ha a lungo collaborato con la Cartiera di Dueville dove ha tenuto stage con partecipazioni internazionali sulle tecniche per la produzione della carta.

Da alcuni anni ha trasformato una vecchia segheria in località Acquasaliente sul Tretto dove ha avuto spazio per lavorare ed esporre le sue opere.

Per una breve bibliografia si può guardare qui:

 

 

 

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