Circolo Fotografico Scledense BFI

Geometria e fotografia

Pittura e fotografia

Scattare una foto ha qualcosa della genesi pittorica. Come un pittore anche un fotografo cerca di comporre personaggi/soggetti con lo sfondo in modo che si instauri un trapporto visivo tra loro e la scena complessiva. I pittori ottengono questo risultato tracciando diagonali, archi di cerchio, linee che serviranno di base per la successiva costruzione della scena. (1)

Si guardi ad esempio questa immagine. E’ presa dal sito: http://www.stilearte.it/arte-astratta-sotto-lopera-del-cinquecento-lombardo/.

 

moretto quadro geometria.jpg

I due cerchi sono disegnati a posteriori, si tratta di un’interpretazione, ma è estremamente probabile che il pittore stesso li abbia disegnati prima di coprirli con la sua pennellata. Di fatto le linee del dipinto seguono queste linee che si collegano da una figura all’altra, in questo modo il pittore cerca, attraverso l’uso di svariati personaggi (6 principali più altri secondari), di mantenere le proporzioni all’interno di una raffigurazione che potrebbe diventare caotica. L’uso di una maglia geometrica in molti casi è confermata da analisi in grado di indagare sotto la superficie pittorica.

Si guardi ancora questa analisi di uno dei quadri più famosi al mondo: la Giconda di Leonardo da Vinci

Le linee tracciate cercano di indagare il modo con cui Leonardo ha saputo disporre gli elementi sulla tela.

Possibile che Leonardo da Vinci avesse bisogno di un tracciato geometrico per disegnare un ritratto? Non sappiamo se Leonardo abbia usato quelle linee, ma sicuramente basava buona parte della sua opera sulle proporzioni geometriche. Ecco infatti come disegnava l’uomo vitruviano: inscritto in un quadrato e in un cerchio.

uomo di Vitruvio.jpg

Impossibile dilungarsi su questo tema vastissimo, per chi vuole approfondire cerchi un libro ricco di esempi che vanno dal XII al XX secolo: Charles Bouleau, La geometria segreta dei pittori, Electa 1988.

OLYMPUS DIGITAL CAMERA

Il fotografo

Anche il fotografo è educato a cercare di comporre una fotografia seguendo matrici geometriche più o meno evidenti. Non è un caso se nel mirino delle macchine fotografiche compare una griglia, invisibile nella foto, ma visibilissima al fotografo nel momento dello scatto.

Tuttavia solo una foto di soggetti in posa scattata con il cavalletto può garantire il rispetto di proporzioni e allineamenti. Già solo lo scatto a mano libera e, a maggior ragione di un soggetto libero di muoversi, comporta sempre una certa imprecisione nella posizione.

Ed ecco che è possibile riportare una foto lungo le tracce geometriche anche dopo lo scatto, in post produzione come si suol dire. Giancarlo Torresani la chiama l’Arte del ritaglio, Paolo Tomiello la chiama la Foto dentro la foto

Vogliamo qui portare altri esempi nei quali il ritaglio può aggiungere forza a una immagine.

Guardiamo ora questa foto, scattata durante un concerto jazz, con luce difficile, concentrata su sfondo tendenzialmente scuro mentre il musicista si muoveva continuamente dentro e fuori il cono di luce e il fotografo non poteva avvicinarsi né spostare il punto di ripresa, stretto com’era tra il pubblico fitto.

Renzo A-7497.jpg

La foto coglie l’istante in cui il musicista ha il viso  e lo strumento illuminato, non è stato possibile nascondere l’orribile tenda sulla destra e l’armamentario dei leggii disturba.

Ed ecco che al momento dello “sviluppo” della foto, oltre a operare una pulizia dagli elementi estranei, prende forza l’elemento geometrico. Come una tela, la foto è un rettangolo (in questo caso di proporzioni 3×2) e nel rettangolo una delle linee di forza è la diagonale. Una decisa rotazione fa coincidere l’immagine con le “linee di forza” del rettangolo.

Renzo B-7497.jpg

Ed ecco il risultato finale: il soggetto è ora isolato quasi privo di elementi di disturbo e allineare il flauto lungo la diagonale dà forza all’immagine.

Renzo -7497.jpg

Aggiungiamo un dettaglio.

Destra e sinistra

Non stiamo parlando di politica, ma di percezione visiva.

A questo punto ci si potrebbe domandare: l’effetto sarebbe lo stesso se la foto fosse invertita, la destra al posto della sinistra? Insomma una foto con il volto a sinistra e lo strumento disposto dall’angolo superiore sinistro all’angolo a destra in basso?

Renzo -7497 inv.jpg

Le due foto sono identiche ma speculari e l’effetto, come si vede, non è lo stesso. Quello che sembrava un movimento ascendente che culmina con il viso del jazzista ora sembra un movimento discendente che parte dall’artista.

Come mai?

Vi dedicheremo altri articoli, magari con l’aiuto di chi è più competente di noi.

Per ora sappiate che c’entra il nostro modo di percepire il mondo e anche il nostro verso di scrittura (da sinistra a destra).

Sono temi che vengono affrontati nello studio delle arti visive (2) e la fotografia fa parte di esse, per questo ne parliamo.


(1) Nel caso di dipinti murali i disegni preparatori si chiamano sinopie.

(2) Per chi volesse ulteriori informazioni, tra molti altri è consigliabile il libro di Rudolf Arnheim, Arte e percezione visiva, Feltrinelli 2005

Annunci

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Statistiche del Blog

  • 66,658 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: