Circolo Fotografico Scledense BFI

Antonella Monzoni

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Scoprire il mondo attraverso le foto

Scoprire Antonella Monzoni significa guardare foto di reportage dall’Armenia, dalla Russia, dall’Eritrea, dal mondo, ma soprattutto significa vedere il mondo con i suoi occhi.

Osserviamo dunque questa foto. Sembra riprendere un mondo irreale, le persone sembrano giganti, il personaggio in primo piano ha uno sguardo angosciato, le capanne disegnano un mondo apparentemente chiuso sotto un cielo immenso e la strada del villaggio è lo spazio dove tutto avviene. Le figure sembrano appena tratteggiate come se Schiele le avesse schizzate sul negativo fotografico.

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Ora osservate quest’altra immagine. La pioggia pervade tutta la foto, riempie il cielo gli alberi i muri le strade e, sotto questo cielo ineluttabile, due persone, prive di ogni riparo, subiscono pazienti, però si cercano e  si aspettano.

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Cambiando registro guardiamo quest’altra immagine. E’ scattata in Iran dove il chador è d’obbligo, se sei donna. Lo sguardo è fiero, il velo è spostato all’indietro e i capelli mostrano una sfumatura blu nel nero della chioma, la sigaretta è una sfida come se quella donna stesse sfidando il suo mondo per mostrare che dietro quel velo c’è una persona, c’è lei.

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Le foto di Antonella parlano e anche se non sappiamo nulla di quando e come sono state scattate le sue foto, ci sembra di conoscere e capire quello (quelli) che vi sono rappresentati.

L’osservatore si immerge nelle foto di Antonella perché le foto restituiscono un po’ di quell’umanità che la fotografa ha incontrato.

Antonella Monzoni

Antonella-Monzoni

Antonella Monzoni è una fotografa che abita a Modena e lavora in giro per il mondo perché il suo lavoro è il reportage.

Due chiacchiere con Antonella

Come sei diventata fotografa?

La fotografia mi è apparsa tardi, verso i miei “primi 40 anni”. Sono stata fortunata perchè non ho perso “ulteriore” tempo :-), ho scoperto la fotografia di reportage, l’ho amata da subito e ho deciso di seguire quella cifra stilistica. Mai avrei pensato che un giorno mi coinvolgesse a tal punto. Ma a 40 anni una persona cambia, una donna in modo particolare, è quasi una questione “ormonale”, un passaggio obbligato in cui si soppesano tutte le cose: il lavoro, lo stile di vita, la coppia, i figli non avuti, etc. Si tirano le somme e la voglia di cambiare ti balza addosso. E la fotografia mi ha aiutata. Ho iniziato come tutti, con un corso base al quale poi sono seguiti, negli anni, workshop con autori importanti. Sono un’autodidatta.

Sei una pittrice? Hai esperienze in altre arti visive?

Non ho mai avuto velleità artistiche, non ho studi artistici alle spalle, ma tanta tanta curiosità e apertura nei confronti dell'”altro”. Non dipingo.

Scrivi? Ti piace aggiungere commenti alle foto o le foto devono parlare da sole?

Non scrivo. Aggiungo didascalie alle mie foto solo dove le ritengo necessarie per il fruitore (in genere nelle mostre). Lavorando “a progetto” mi preoccupo che nel titolo e nella presentazione ci siano le informazioni quasi tutte le informazioni necessarie. A mio avviso se la fotografia “invita” il fruitore a pensare e a porre delle domande vuol dire che quella fotografia funziona.

Quali libri hai pubblicato?

Quali sono i tuoi progetti?

I miei attuali progetti si stanno sempre più dirigendo “vicino” a casa, anche grazie al Collettivo di cui faccio parte dal 2012, Collettivo “Synap(see)”, con il quale si è deciso di indagare fotograficamente le relazioni tra uomo contemporaneo e il proprio spazio, ognuno secondo la propria visione.

Si tratta di lavori scattati sul territorio italiano e si possono vedere qui:  http://www.synapsee.it/

L’ultimo lavoro presentato e pubblicato in una pubblicazione autoriale tipo magazine si chiamo PARCO ed è l’indagine su alcune aree cosiddette “protette” in Italia. Io ho scelto di raccontare la mia visione sul Parco Regionale del Delta del Po dell’Emilia Romagna.

Cos’è Synap(see)

Il termine è chiaramente l’unione tra la parola synapse (in italiano sinapsi) e il verbo inglese to see (=vedere) dove sinapsi significa contatto, connessione e anche comunicazione. E’ una parola usata in neurobiologia.

Synap(see) è un collettivo che si propone “di operare collettivamente, interpretando e producendo lavori fotografici approfonditi, per proporre la propria visione sulle relazioni tra uomo contemporaneo e il proprio spazio“.

Il collettivo ha una tensione etica e non intende solo  partecipare al mercato della fotografia, lo scopo dei reportage non è sempre e solo la vendita di una merce.

Non siamo contro il mercato della fotografia, ma non vorremmo sottostare esclusivamente alle regole economiche che lo condizionano, per questo motivo, non tutti i lavori, avranno necessariamente come finalità la vendita“.

Biografia.

Antonella Monzoni vive a Modena.

Pratica una fotografia di reportage profondamente umanista con una spiccata cifra intimista tesa all’assimilazione culturale del ricordo. Nei suoi lavori i simboli e i luoghi della memoria diventano tracce di appartenenza.

Così in Madame (Premio Giacomelli 2007 e Selezione PhotoEspana-Descubrimientos 2008), in Somewhere in Russia (Premio Chatwin per la fotografia 2007) e in Silent Beauty (Menzione d’onore International Photography Awards 2008).

  • Nel 2009 con Ferita Armena riceve la Menzione Speciale Amnesty International Festival dei Diritti ed è finalista al Premio Amilcare Ponchielli e selezionata al Visa pour l’Image di Perpignan.
  • Sempre nel 2009 vince il Best Photographer Award al Photovernissage di San Pietroburgo e nel 2010 viene proclamata Autore dell’Anno FIAF.
  • Dal 2011 fa parte del Collettivo Synap(see).
  • Nel 2012 riceve il primo premio VIPA, Vienna International Photo Award.
  • Nel 2015 le viene riconosciuto il Premio Internazionale di Fotografia “Scanno dei Fotografi”.
  • Ha esposto in mostre personali e collettive in Italia e all’estero.
  • Il libro Madame ha ricevuto la menzione speciale al Premio Bastianelli 2012.

Per conoscerla più da vicino: www.antonellamonzoni.it

Una serata al Circolo Fotografico

Venerdì 8 aprile Antonella Monzoni presenterà le sue foto e i suoi libri presso la sede del Circolo Fotografico Scledense a Schio presso il Castello.

Per chi vuole incontrarla l’appuntamento è alle ore 21,00.

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Un commento su “Antonella Monzoni

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Questa voce è stata pubblicata il 04/04/2016 da in Eventi CFS con tag , , , .
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