Circolo Fotografico Scledense BFI

Le mille facce dell’EXPO

Expo Logo.pngAveva un tema eticamente impegnato l’EXPO di Milano del 2015: Nutrire il pianeta, Energia per la vita!

Ma il suo avvicinarsi è stato defatigante: la localizzazione, il masterplan, tutte le scelte sono state elaborate in modo lento con una procedura affaticata da un affacendarsi di politici e consulenti. E intanto il tempo passava.

Tanto tempo visto che la candidatura di Milano a sede dell’EXPO risale al 2006, la designazione da parte della BIE è stata ufficializzata nel 2008. Proprio quell’anno scoppia la crisi: la locomotiva italiana che per decenni aveva conosciuto una crescita intervallata da brevi pause, si è fermata sfinita e spaventata. L’affanno si ripercuote sulla progettazione: occorre cambiare obiettivo, si pianifica un’EXPO leggera. Intanto il tempo passa e, quando finalmente si comincia a costruire, scoppiano gli scandali: mazzette, cupola degli appalti, subappalti a ditte sospettate come mafiose. I titoli sui giornali sono scatenati e chissà se bastano a descrivere tutto quello che è successo.

Poi finalmente l’apertura al pubblico il 1° maggio 2015, mentre si sentono ancora i trapani che avvitano le ultime finiture. Qui l’EXPO esibisce le sue meraviglie, un impianto ortogonale che si richiama alle città romane razionalmente organizzate attorno al Cardo e al Decumano. Architetture nuovissime, materiali da industria aerospaziale, edifici rivestiti di “pelle” nuovissima, ceramiche sottilissime e dai colori metallici, suggestioni dal mondo. L’EXPO desta entusiasmo, attrae le folle, provoca stupore e rivela un’altra anima, quella che è insita ad ogni fiera di questo tipo: è un paese dei balocchi destinato a far divertire i visitatori.

Visto dai fotografi

Testimoni del loro tempo, anche i soci del Circolo Fotografico Scledense si sono recati all’EXPO per cercare di cogliere qualche frammento della sua vitalità con il loro occhio particolare.

La plasticità scultorea

Paolo usa un punto di vista particolare, vede la coloratissima esibizione selezionando solo i grigi,

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cogliendo e isolando, all’interno di tutta quella folla, gli elementi più plastici.

Bicego 05 expo bn.jpgAnche il suo omonimo Paolo è attratto dagli effetti plastici ma non rinuncia al colore.

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Le persone

Sono il cuore pulsande di ogni fiera, sia che si tratti di coloratissime vallette

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sia che si tratti si presenze virtuali

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o figure umane come simulacro geometrico in un paesaggio di diedri.

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Nel padiglione cinese prevalgono i numeri, tanti numeri e l’infinita ripetizione di elementi uguali può rappresentare la vastità di un campo di grano o l’affollatissimo continente asiatico.

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Il mondo in uno specchio

La splendida e polita pensilina davanti al padiglione russo è l’occasione per “riflettere” la nostra disponibilità ad ammassarci.

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Gli specchi riflettono e moltiplicano lo spazio facendolo apparire quasi senza confini.

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Il mondo virtuale e il mondo reale sono il tema di una foto di Lino, scattata nell’ora magica amata da pittori e fotografi, quando il cielo non è ancora nero e le luci rendono intimo lo spazio illuminato.

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La meraviglia in un sorriso

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… o negli occhi di un bambino letteralmente immerso nei suoi balocchi.

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La grafica

Tessaro Expo20_mg_2852.jpgTomiello Expo_328.JPG

“L’architettura è il gioco sapiente, rigoroso e magnifico dei volumi sotto la luce”

E’ una frase tratta dai taccuiti di viaggio di Le Corbusier. Si fermava ammirato davanti al nitore dei marmi del Partenone o davanti alla massa imponente dei silos nelle immense pianure americane. Quella gli sembrava architettura autentica e non le tradizionali facciate infarcite di decorazioni, cornici, lesene e traforate di finestre. Le potenzialità della tecnologia architettonica permettono oggi di attuare in pieno quella frase che risale a più di un secolo fa.

 

L’albero della Vita

Ideato da Marco Balic , la scultura si rifà dichiaratamente al disegno della piazza del Campidoglio fatto da Michelangelo attorno a quella che  a lungo fu creduta la statua equestre di Marco Aurelio. E’ scultura rafinata costruita da un consorzio di ditte di Brescia. Sapientemente illuminata, è stata l’attrazione serale dei visitatori.

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Non solo meraviglia

L’EXPO non è stato solo fiera e divertimento, suk e mercato è stata anche l’occasione di riflettere su temi di diritto al cibo. E’ stato elaborato un documento che è già stato firmato da molti visitatori e che può firmare anche on line. Il documento si trova qui: http://carta.milano.it/it/

Foglia di fico di un evento solo commerciale o impegno utopistico? Difficile dare una risposta, ma se non ci diamo neppure una letta abbiamo già risposto.


 

Le fotografie sono di

  • Paolo Bicego
  • Roberto Campagna
  • Alessandro Colombo
  • Natale Nigro
  • Ampelio Pellattiero
  • Lino Sartore
  • Andrea Tessaro
  • Paolo Tomiello
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