Circolo Fotografico Scledense BFI

Pasqua ortodossa in Maramures

E’ stato Giulio Cesare, con l’aiuto di Sosigene, a fissare per la prima volta un computo del tempo in accordo con il ciclo delle stagioni. Era il 45 a.C. e da allora è stato possibile stabilire con precisione l’inizio della primavera (quella astronomica, poiché la primavera climatica ha un andamento più capriccioso). Da allora abbiamo conosciuto gli anni bisestili e la bizzarra idea di avere un giorno (29 febbraio) che cade solo ogni 4 anni.

Eppure il calendario giuliano (così l’abbiamo chiamato) conteneva un errore piccolissimo: 11 minuti e 14 secondi ogni anno. Un’imprecisione invisibile a piccola scala, ma che portava allo slittamento di 1 giorno ogni 128 anni.

Quindici secoli dopo la differenza aveva provocato un vistoso sbaglio nel computo della Pasqua, che si era spostata a primavera avanzata.

Toccò a papa Gregorio XIII rimettere ordine e così nel 1582 vennero d’un colpo saltati 11 giorni e, dopo il 4 ottobre, venne il 15 ottobre. Pur essendo un calendario più in accordo con le variazioni stagionali, la variazione avvenne in un periodo in cui l’autorità del papa era contestata: Lutero nel 1517 aveva provocato lo scisma protestante, l’Inghilterra aveva fondato la propria chiesa, …

Tutta l’Europa di lingua slava rifiutò l’autorità papale e si tenne il vecchio calendario. I cristiani ortodossi che non avevano mai riconosciuto la superiorità del vescovo di Roma, continuarono a conteggiare la Pasqua secondo i vecchi computi e così i cristiani cominciarono a festeggiare Pasqua in due date diverse. (vedi http://tinyurl.com/pbnzzz8)

Questa differenza di date è un’occasione ghiotta per un fotografo che vede moltiplicarsi le occasioni di partecipare a un rito.

Maramures

E’ un distretto della Transilvania (Romania) posto all’estremo nord del territorio rumeno, al confine con l’Ucraina. Era l’aprile 2012 e Giancarlo Torresani, con un gruppo di allievi era sul posto.

I festeggiamenti della Pasqua in una società meno consumistica della nostra sono dettati dalle tradizioni e tendono a ripetere uno schema fisso.

I preparativi

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Le giornate si allungano dalle finestre arriva una luce più intensa è il momento di prepararsi, Pasqua sta per arrivare.

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Si approntano le focacce, dopo il digiuno quaresimale di 40 giorni si festeggia. Dopo la morte invernale rinasce la natura, rinasce Cristo. Fascine, mattoni incandescenti, profumo di burro, dal solo profumo il cuoco capirà quando la crosta sarà croccante e l’impasto asciutto e morbido. Spesso il forno appartiene a più famiglie e ognuna porta la sua focaccia a cuocere.

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L’agnello pasquale

Nella tradizione l’agnello verrà sacrificato, diventa cibo ma anche lana e, per il fotografo, le due immagini esprimono il ciclo della vita.

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foto 4

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La biserica

Così si chiama la chiesa ortodossa che, dopo la quaresima vestita di viola, scopre i crocefissi e si addobba a festa.

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La messa della vigilia

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Mille piccole luci combattono il buio.

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foto 9

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Arrivano i cestini col cibo da benedire, il giorno di pasqua si mangia cibo benedetto.

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L’aria profuma d’incenso.

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foto 12 – I lumini vengono posti accanto alle tombe, nel desiderio, impossibile, che i morti possano tornare

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La gente si accalca, non tutti riescono a entrare. I lumini vengono posati a terra nel vicino cimitero, anche i defunti partecipano alla funzione.

La messa del mattino di Pasqua

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Arriva il giorno, Cristo è risorto, una luce intensa attraversa le vetrate.

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Il pane è stato benedetto. Finita la messa tutti ne prendono un pezzetto.

la cesta col pane

foto 16 – la cesta col pane benedetto

Il pomeriggio di festa

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Ognuno festeggia a modo suo: gli anziani con le carte, i giovani con le danze

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I ragazzi sbirciano le ragazze tutte vestite a festa, tutte bellissime con quello strano connubio antico-moderno dove il velo si unisce ai tacchi alti e alle gonne corte.

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Iniziano le danze secondo un rituale codificato: ragazzi con ragazzi, ragazze con ragazze e solo alla fine … ragazzi con ragazze.

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La festa è finita, ma forse c’è una coppia che l’anno prossimo non ballerà più tra i giovani.


Per chi vuole approfondire

La sequenza delle foto è un racconto organico che si snoda attraverso la settimana santa e si conclude con il giorno di Pasqua. Le foto sono autosufficienti nel descrivere gli usi e i costumi del Maramures, basta un numero esiguo di parole per orientarsi attraverso gli eventi.

Si torni a osservare la sequenza di foto scattate alla luce delle candele, si tratta di immagini di grande efficacia. Il mosso e il micromosso sono aborriti dai fotografi perché tolgono nitidezza allo scatto e spesso sono indice di scarsa attenzione. In una situazione di luce molto scarsa, Giancarlo ribalta la situazione: il suo mosso è intenzionale, ricercato, eppure le foto acquistano una capacità espressiva che una fiammella ferma e nitida non riuscirebbe a trasmettere.

La prima parte del racconto riguarda ancora la quaresima, un periodo di digiuno e purificazione, l’inverno sta per soccombere, ma è ancora presente. Prevalgono le tonalità scure. Solo quando arriva la domenica di Pasqua le foto diventano luminose, quanto lo può permettere un cielo grigio gonfio di pioggia. Se Giancarlo avesse trovato una giornata solare i colori sarebbero esplosi.

Giancarlo fa un grande uso del mosso che acquista, nei suoi scatti, una grande forza espressiva, si guardi la foto 21. Nel mosso i volti sono ancora riconoscibili in una svolazzare di abiti che ben rende l’idea dell’ebbrezza di sentirsi soli in una moltitudine.

Le foto da 1 a 5 sono state scattate a Sirbi e dintorni.

Le foto da 6 a 13 sono state scattate a Buddisti e Calinesti dove è stata celebrata la Messe pasquale notturna della vigilia all’interno e all’esterno delle “Biseriche” – durata due ore e mezza

Le foto da 14 a 16 sono state scattate a Breb e Sat Sugatag durante la messa mattutina

Le foto da 17 a 22 sono state scattate a Sat e Giuliesti (per i festeggiamenti e i balli nei ricchi costumi tradizionali all’interno del “Camin cultural” – sala di ritrovo comune)


Le foto di questo articolo sono state scattate da Giancarlo Torresani dal  12 al 20 aprile 2012 in occasione di un workshop organizzato da Giancarlo in Romania nella regione del Maramures.

Giancarlo Torresani nasce a Malles Venosta (BZ), già Docente di Scuola Media (Veneto), risiede a TRIESTE.

Da una precedente esperienza maturata nel campo delle arti figurative passa alla fotografia negli anni ‘70 occupandosi di didattica e curando mostre di autori affermati e non. Interessato ai processi comunicativi svolge attività di operatore culturale nell’ambito della comunicazione visiva come critico ed esperto in lettura di Portfolio.

Organizza e conduce stage – seminari – workshops a tema – corsi di lettura e valutazione dell’immagine presso Istituti Sc., Istituzioni Pubbliche, FotoClubs regionali e non. Collabora con alcune riviste di settore nella realizzazione editoriale di opere nell’ambito della fotografia d’autore.

Delegato Prov. e Regionale (1984/’99), Consigliere Nazionale FIAF (1999/’08), già Direttore del “Dipartimento Attività Culturali” (1999/’10) e del “Dipartimento Didattica” (2010/’14). Insignito BFI “Benemerito Della Fotografia Italiana” (1986), riceve dalla FIAP l’onorificenza ESFIAP «Excellence FIAP Pour Services Rendus» (1997). Nel 2002 viene insignito Sem.FIAF «Seminatore FIAF in riconoscimento della sua lunga e proficua opera di insegnamento a favore della fotografia. Nell’ambito della manifestazione “TrapanInFoto” 2012 riceve il Premio alla Cultura Fotografica “Salvatore Margagliotti”.

Socio Onorario UIF (Unione Italiana Fotoamatori) dal 2012.

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2 commenti su “Pasqua ortodossa in Maramures

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Questa voce è stata pubblicata il 14/11/2015 da in Gallerie con tag , , , , , .
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