Circolo Fotografico Scledense BFI

La strada delle Gallerie

La prima volta che ho fatto la strada delle gallerie è stato un novembre dei primi anni sessanta. Mi ci portarono vantandomene la novità: ben 52 gallerie tutte scavate nella roccia durante la grande guerra quasi 50 anni prima. Le gallerie erano basse, tanta era la ghiaia che si era accumulata sul fondo, la giornata nebbiosa e noi avevamo dimenticato le torce. Dovemmo accontentarci di una scatola di fiammiferi “famigliari” da usare con parsimonia, circa uno ogni due gallerie. Occorreva piegarsi ed entrare in una specie di buio totale. Ogni tanto si sentiva il cozzare di un cranio contro la roccia seguito da un’imprecazione e questo ci provocava risate incontenibili.

Una galleria scendeva a cavatappo e sembrava non finire mai. In qualche galleria ci chinammo a carponi per uscire dall’altra parte. La nebbia ci impedì di vedere il paesaggio e così ci sembrò di essere in un’unico lunghissimo tunnel più o meno oscuro.

Strada Gallerie_0774La seconda volta, un paio d’anni dopo, trovammo una giornata splendida e uscendo dalle gallerie vedevamo degli scorci di una bellezza impressionante: strapiombi, rocce illuminate che gettavano ombre profondissime, boschi rigogliosi, qualche capriolo e perfino uno stambecco lontano tra le rocce.

Eppure la strada delle gallerie dava un senso di abbandono, saranno state le lattine abbandonate a lato del sentiero o le cartine e i pezzetti di plastica che riposavano tra i sassi, o i sassi franati in mezzo al sentiero sui quali inciampavi, …

1.200 volontari

Finalmente, nel 1989, con un impegno corale, la Strada delle Gallerie venne pulita.

Nel 1989 la Comunità Montana, Leogra-Timonchio organizzò un grande cantiere per la sistemazione dell’opera…

In quattro giorni, il 17, 18, 24 e 25 giugno, quasi 1.200 persone tra Alpini dell’ANA, soci del Club Alpino italiano, del Gruppo Amici della Montagna e di altre associazioni locali, lavorarono alacremente, operando un vero miracolo: al termine delle quattro giornate di lavoro, infatti, la strada era sistemata e percorribile. Da allora ogni anno, vengono effettuati interventi di manutenzione, all’inizio della buona stagione, da parte dell’ANA e delle altre associazioni locali, coordinate dalla Comunità Montana. Nel 1992 fu riaperta anche la 43a galleria, franata ancora negli anni venti, e nel settembre dello stesso anno venne inaugurata alla presenza dell’avvocato Gino Scaroni di Breganze (classe 1897), ultimo Ufficiale della 33a Compagnia, tuttora vivente. (http://spazioinwind.libero.it/sentieripasubio/approf%20storico.htm)

Strada Gallerie_0814

Fu l’inizio di una vera e propria fortuna, gli appassionati crebbero a dismisura e, ad oggi, è uno dei sentieri più frequentati d’Italia.

Ecomuseo della Grande Guerra

Poi venne il progetto ECOMUSEO DELLA GRANDE GUERRA, che abbracciava l’ambito delle montagne coinvolte nel conflitto. Per la nostra zona il progetto fu coordinato dalla Comunità Montana Leogra-Timonchio.

Ecomuseo

Strada Gallerie_0765

Venne sistemato l’ingresso alla strada delle gallerie con un progetto ad opera degli architetti Valentina Biorcio, Francesco Colotti, Valentina Fantin, Giacomo Pirazzoli dell’Università di Firenze.

Venne anche pubblicato un interessante opuscolo che può essere scaricato qui http://www.cmleogratimonchio.it/grande_guerra/pagine%20interne.pdf

L’intervento di sistemazione dell’ingresso con quel lungo muro color ruggine suscitò numerose polemiche, si parlò di scempio e di deturpazione del paesaggio.

Oggi lo stesso muro viene accettato come una valorizzazione dell’ambito storico paesaggistico.

Il sentiero oggi

Strada Gallerie_1033

La suggestione di immergersi nel buio (ricordarsi di portare la pila!) è notevole.

Strada Gallerie_0938

Ad opera degli stessi architetti la strada è stata dotata di ampia documentazione esposta in modo coordinato e, a mio parere, efficace.

Se la giornata è favorevole la montagna si mostra in tutto il suo rustico splendore.

Strada Gallerie_0945

Strada Gallerie_0925

Salendo, la montagna diventa più aspra, le valli si distendono sotto come una carta geografica, la vista si spinge lontana, si vedono le altre valli, compare, in fondo, la pianura.

Strada Gallerie_0974

Strada Gallerie_0960

Strada Gallerie_0836

Per persone abituate a camminare in montagna è un sentiero facile, per un cittadino può essere più faticoso, ma ne vale la pena.

Strada Gallerie_0868Strada Gallerie_0850

Strada Gallerie_0908

In montagna ci sono momenti in cui ti senti solo e respiri l’immensità della natura.

Strada Gallerie_1100

Foto d’epoca

Vale la pena di fermarsi a leggere la storia di quelle gallerie sulle tante bacheche sparse lungo il sentiero.

Strada Gallerie 15Leggiamo la storia della sua realizzazione nell’Opuscolo della Comunità Montana sopra citato

Tra le mulattiere di guerra che salgono al Pasubio, la Strada delle Gallerie o della 1a Armata, che da Bocchetta Campiglia (mt. 1216) conduce a Porte del Pasubio (mt. 1928), rappresenta un percorso di straordinario interesse storico e ambientale.

La sua realizzazione è stata definita “impresa di giganti, che nessun’altra opera eguaglia su tutta la fronte europea”, “miracolo di ardimento e lavoro di incomparabile grandiosità”, “vera e propria meraviglia nei fasti dell’ingegneria militare”. Fu certamente il risultato di “tenaci volontà, di lavoro esemplare, di sacrificio e abnegazione, di commovente spirito di emulazione fra le squadre dei genieri minatori addetti alla costruzione”, come ebbe a sostenere il capitano Corrado Picone, allora comandante di quegli uomini.

Progettata dal tenente ing. Giuseppe Zappa per incarico del comando della 1a Armata, fu realizzata dalla 33a compagnia minatori del 5° reggimento Genio e da 6 centurie di lavoratori militarizzati. La sua costruzione doveva sostituire, nella parte più esposta alle artiglierie austro-ungariche e più pericolosa al transito invernale per le numerose valanghe, la camionabile Ponte Verde-Colle Xomo-Bocchetta di Campiglia-Porte Pasubio.
Le difficoltà furono molte. Tutta la parte rocciosa, quella rivolta verso la Val Leogra, si presentava quasi inaccessibile.

Proprio nel primo tratto, dalla Bocchetta di Campiglia fino a quasi quota mt. 2023 dei Forni Alti, correva una lunga cresta tormentata da pareti nude e verticali, da guglie vertiginose e da canaloni oscuri e profondi, che non era mai stata percorsa: la Bella Laita.

La sola opera di rilevamento topografico, compiuto in uno degli inverni più rigidi e nevosi del secolo, dovette superare difficoltà estreme. I lavori iniziarono nel marzo del 1917 e furono portati a termine in pochi mesi. Ai primi di novembre l’opera era realizzata fino a passo di Fontana d’Oro (43a galleria) e nel dicembre successivo giungeva alle Porte del Pasubio.

Il tracciato si svolge in una zona totalmente rocciosa. La sua lunghezza complessiva è di circa 6.300 metri, dei quali 2300 distribuiti in 52 gallerie e i restanti tagliati a mezza costa. La larghezza minima misura mt. 2,20 e quella media mt. 2,50; la pendenza media risulta del 12% e il raggio esterno minimo delle curve è di mt. 3,00. Le gallerie, illuminate elettricamente e mediante finestroni aperti nella roccia, consentivano il transito di salmerie sia con carico centrale che laterale.

Strada Gallerie 10

Sul bordo esterno dell’intero tracciato ed in corrispondenza delle finestre in galleria, correva una ringhiera in ferro tondo sostenuta da paletti a T.

Quattro gallerie sono a tracciato elicoidale, la 19a è la più lunga misurando mt. 320 mentre la successiva passa a spirale, per quattro volte su se stessa, entro un gigantesco torrione ed è, senza dubbio, motivo di curiosità e meraviglia per quanti percorrono la Strada.

La Strada delle 52 gallerie in 6 kilometri supera dunque oltre 800 metri di dislivello. Circa la sua efficacia, dal punto di vista strategico, basti dire che gli austriaci, perfettamente informati di ogni cosa, considerarono impresa vana e disperata ogni attacco.

I lavori iniziati in pieno inverno con una ventina di uomini arrivarono, nel periodo aprile-settembre 1917, nel tratto Bocchetta Campiglia-Fontana d’Oro, ad impiegare non meno di 600 persone. L’apertura della Strada richiese quasi esclusivamente lavori di mina, furono usati martelli perforatori ad aria compressa, l’erogazione della quale proveniva dall’impianto di Malga Buse. L’aria veniva compressa e spinta nella tubazione (con pressione di circa 5/6 atmosfere) da 2 motori di 100 e 60 Hp ad olio pesante.

A Malga Buse era collocato anche l’impianto elettrico, con la cabina di trasformazione a Fontana d’Oro, che provvedeva all’illuminazione delle gallerie. L’esplosivo adoperato fu, a seconda della disponibilità dei magazzini di rifornimento: gelatina, cheddite, echo, salubite, vibrite e polvere nera.

Strada Gallerie 16

Naturalmente tutto questo comportò l’organizzazione di un cantiere che previde la costruzione di grandiosi baraccamenti, di numerosi telefori (teleferiche a mano), la sistemazione di sentieri di servizio e di accesso al lavoro e lo stendimento di centinaia di metri di tubi per l’erogazione dell’aria compressa. Opera questa che culminò nella posa della grande tubazione, issata per la Val Camossara e dalla quale si diramavano le tubazioni secondarie, da una parte verso la Bella Laita e dall’altra verso Fontana d’Oro ed il Soglio Rosso.

Strada Gallerie 12


Ricordiamo che le nostre “passeggiate in montagna” servono per la mostra fotografica di fine anno. Quest’anno è riferita al tema culturale proposto dal comune di Schio “Conflitto: il sottile filo dell’equilibrio instabile”.

Il tema del conflitto è stato affrontato in riferimento alla Grande Guerra in collaborazione con l’Associazione 4 novembre.

La mostra resterà aperta nei fine settimana da sabato 7 novembre sino a domenica 29 novembre.

Alla strada delle gallerie sarà dedicata un’intera sala.


Foto di Paolo Tomiello, le foto storiche sono tratte dall’opuscolo http://www.cmleogratimonchio.it/grande_guerra/pagine%20interne.pdf., testo di Renzo Priante.

Annunci

3 commenti su “La strada delle Gallerie

  1. Pingback: 100 anni | Circolo Fotografico Scledense BFI

  2. Pingback: Inaugurazione mostra fotografica | Circolo Fotografico Scledense BFI

  3. Pingback: Le montagne della Grande Guerra | Circolo Fotografico Scledense BFI

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

Statistiche del Blog

  • 66,706 hits
%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: