Circolo Fotografico Scledense BFI

Ombre sull’asfalto

Il Buthan è un piccolo stato asiatico arroccato tra le montagne alle pendici dell’Himalaya, incastrato tra il Tibet e l’India.
E’ un paese prevalentemente agricolo dove la terra viene strappata alla montagna mediante la costruzione di terrazzamenti.
La sua popolazione è limitata (circa 500.000 abitanti nell’anno di questo viaggio, 754.000 oggi – niente in confronto al proprio vicino, l’India, che ha superato il miliardo di abitanti).
Anche l’approccio alle risorse economiche lo differenzia dagli altri paesi, asiatici e non: in Buthan si mira ad aumentare la FIL (Felicità Interna Lorda) e non il PIL (Prodotto Interno Lordo) come nella maggior parte degli altri paesi.

Una strada di montagna, una madre

E’ qui in Buthan, percorrendo un’accidentata strada di montagna, che Giuliana si trova di fronte una madre con un piccolo in braccio, ma il contesto è fuori dell’ordinario.
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La madre è accovacciata su un mucchio di pietrisco, a fianco di una tanica di benzina, sullo sfondo il fumo si alza da una specie di grandi contenitori metallici.
Occorre avvicinarsi per capire.
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Conchi 012E’ in corso un’operazione di asfaltatura con mezzi primitivi: l’asfalto viene scaldato e sciolto con un fuoco di legna, poi viene colato a terra e mescolato con ghiaia.
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Conchi 005Quello che appare straordinario è che non si tratta di una squadra di lavoro, ma di una piccola tribù dove le donne accompagnano i loro uomini, li sostengono nel lavoro partecipano nel cercare la legna e alimentare il fuoco e perfino accudendo i figli.
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Conchi 011Difficile scambiare parole con persone che parlano una lingua così distante dalla nostra, l’unica cosa che si riesce a capire è quei lavoratori vengono da un paese più povero del Buthan, vengono da uno dei paesi più poveri al mondo: il Bangla Desh.
Un’emigrazione da un paese con troppi abitanti e troppa povertà. Un paese che qualche anno prima aveva commosso George Harryson che aveva così organizzato uno dei primi eventi mondiali di musica e solidarietà.
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Le foto

Conchi 018Conchi 014Le foto hanno colori cupi, scuri, il cielo appare bianco, lo sfondo è annebbiato dal fumo, spiccano qua e là il colore arancione di un berretto, il rosso delle fiamme, il giallo della tanica di plastica.
L’unica foto colorata è la prima che si concentra sul mondo del bambino che coincide con il grembo della madre.
Si tratta di una straordinaria documentazione che non ha perso la sua forza ancor oggi.

Giuliana Conchi – Breve biografia fotografica

Iscritta al CFS dal 1982, anno in cui comincia a fotografare, predilige il reportage fotografico di viaggio in diapositiva. Ha visitato più di quaranta paesi extraeuropee e una ventina di paesi europei; ha smesso di fotografare da una decina d’anni, pur continuando a seguire le attività del CFS.
Nel 1993 il portfolio ha conseguito il primo premio al 5° Concorso Fotografico nazionale “Villa Lattes” di Vicenza, nel 1994 il terzo premio colore al 3° Concorso Nazionale “Città di Rovereto” e nel 1995 un’ammissione al 3° Concorso Nazionale “Padova Fiere”.
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Questa voce è stata pubblicata il 24/09/2015 da in Gallerie con tag , , , , , .
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