Circolo Fotografico Scledense BFI

Fotografare l’invisibile

Nella ricerca personale talvolta un fotografo sceglie di cambiare il punto di ripresa o l’obiettivo oppure l’ora del giorno. Andrea ha deciso di cambiare lunghezza d’onda.

Spieghiamoci meglio e osserviamo questa foto.

Infrarosso_7761 1x fineA prima vista sembra scattata sulla neve, ma cosa ci fa un bambino con le maniche corte, perché l’albero sembra avere le foglie come si fosse d’estate e come mai il cielo è così arancione e anche le colonne del tempietto di Parco Querini?

In realtà si tratta di una fotografia scattata all’infrarosso, sono cambiati i colori e tutto ha assunto un aspetto magico e un po’ favoloso, come si può vedere anche in queste altre foto.

Infrarosso Tessaro_img_9940Infrarosso Tessaro 7856-3Ad Andrea piace sperimentare.

Per me fotografia – quando non è legata a richieste specifiche (servizi fotografici, cataloghi di mostre, etc.) – significa soprattutto divertimento, inteso nel duplice significato di “svago, passatempo”, e “allontanamento, digressione” (latino “divertere”: volgere altrove).

Per questo amo sperimentare: non ho né un tema fotografico preferito né un’attrezzatura da cui non mi separo mai. Utilizzo pertanto vari tipi di fotocamere (dalle compatte alle reflex passando per le mirrorless) e obiettivi (zoom, fissi, vintage…) a seconda delle mie esigenze creative.

Infrarosso TessaroInfrarosso TessaroIMG_1219Infrarosso Tessaro_5660

Per quanto riguarda queste foto

La fotografia all’infrarosso (per la quale utilizzo fotocamere appositamente modificate), rappresenta in modo icastico questa mia propensione alla sperimentazione e all’esplorazione di “visioni alternative”. Se fotografia significa “scrittura con la luce”, la fotografia all’infrarosso rappresenta un tentativo di “scrittura dell’invisibile”.

La foto all'infrarosso visualizza le particelle di acqua disperse nel cielo anche quando queste non sono visibili sotto forma di nubi

La foto all’infrarosso visualizza le particelle di acqua disperse nel cielo anche quando queste non sono visibili sotto forma di nubi

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Le foto di questa galleria sono di Andrea Tessaro, appassionato di fotografia, socio del Circolo Fotografico Scledense e membro del direttivo.



L’infrarosso

La radiazione infrarossa è una forma di energia del tutto simile alla “luce” della radiazione visibile, ma ha una lunghezza d’onda maggiore e i nostri occhi non possono vederla. E’ una radiazione che è legata al calore dei corpi e, semplificando,  registra non la capacità di riflettere la luce visibile ma la capacità di riflettere il calore. Se cercate una spiegazione più rigorosa leggete qui https://it.wikipedia.org/wiki/Radiazione_infrarossa oppure qui http://www.treccani.it/enciclopedia/infrarosso/.

Infrarosso

Quali oggetti riflettono di più la radiazione infrarossa? Dipende dai filtri usati, alcune linee generali sono spiegate questo articolo https://www.nikonschool.it/experience/digitale-ir2.php

  1. La clorofilla presente nel fogliame assorbe solo una piccola quantità di IR, quindi ne riflette la maggior parte.
  2. Molti tipi di terreni, rocce e sabbie hanno un elevato potere di riflessione dell’IR
  3. Il cielo che normalmente è di colore blu o più chiaro, viene riprodotto in una fotografia IR con una tinta molto scura.
  4. La pelle è piuttosto trasparente alla radiazione infrarossa, ecco il motivo per cui appare più chiara e levigata nella fotografia IR mentre è visibile la barba anche in una persona che si è appena rasata, perché l’IR mette a nudo i bulbi piliferi
  5. L’acqua appare nera nelle foto IR. La clorofilla presente nel fogliame assorbe solo una piccola quantità di IR, quindi ne riflette la maggior parte.

Fotografare l’infrarosso

Per fotografare nell’infrarosso bisogna quindi risolvere due problemi:

  • bloccare la radiazione visibile,
  • utilizzare una pellicola o un sensore in grado di registrare anche la radiazione infrarossa.

Per bloccare la radiazione visibile si utilizzano dei filtri “neri” che fanno passare la radiazione luminosa – non visibile – solo a cominciare da una certa lunghezza d’onda.

Con una fotocamera a pellicola, basta inserire un rullino sensibile alla radiazione infrarossa e usare appositi filtri.

Con una fotocamera digitale occorre intervenire rimuovendo (o sostituendo) un apposito filtro posto davanti al sensore che blocca la radiazione infrarossa.

Per una spiegazione più dettagliata si può cercare qui https://www.nikonschool.it/experience/digitale-ir3.php o qui http://www.fotografiainfrarosso.it/index.html

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Un commento su “Fotografare l’invisibile

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Questa voce è stata pubblicata il 13/09/2015 da in Gallerie con tag , , .
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